mercoledì 30 luglio 2008

Personali riflessioni sul destino della sinistra



C’è stata una possibilità: quella di costruire una forza di sinistra unitaria che facesse tesoro di tutte le sue componenti culturali, cercando di andare oltre e creare idee nuove per il nuovo mondo in cui viviamo. La necessità di un forte partito marcatamente di sinistra , a mio avviso, era ed è necessaria. Un partito di chiaro orientamento di sinistra, ma laico, in cui non ci siano massimalismi, spinte all’arroccamento identitario, nostalgie per strumenti politici, forme partito, modelli sociali superati dalla storia…
Ho creduto nella possibilità che si potesse realizzare questa forza politica, un forte partito di sinistra che stipulasse un chiaro e forte accordo programmatico con il PD, mantenendo da esso autonomia ma considerando quel partito l’alleato naturale. Un partito non governista ma di governo (così come è stato il PCI per decenni pur rimanendo all’opposizione); un partito in grado di fare opposizione costruttiva, un partito non ideologizzato ma ricco di idealità. Tutto ciò poteva essere ma non è stato. Sin dall’inizio si è sbagliato tutto, a cominciare dal fatto che la Sinistra l’Arcobaleno era un semplice cartello elettorale nato solo per necessità. Come tale è stato bocciato dagli elettori. Sicuramente Veltroni ha le sue responsabilità; sicuramente il voto utile c’è stato. Ma la sinistra è stata cancellata dal panorama istituzionale a causa dei suoi stessi mali e l’esito dei congressi delle quattro forze che hanno costituito l’Arcobaleno ne è una chiara dimostrazione.
Iniziamo dal primo, il congresso di Sinistra Democratica (formazione nella quale milita chi scrive). Di tutte e quattro è forse l’organizzazione che più credeva nell’unità della sinistra essendo nata con questo unico intento. Adesso però gli altri azionisti hanno deciso di non fare la società. A questo punto il rischio è quello di una deriva partitinesca anche per questa formazione politica. In alternativa si può ipotizzare un partitino fatto da SD, parte dei verdi e dai vendoliani. In ogni caso credo che sarebbe una forza residuale e priva di autonomia politica.
Il congresso del PdCI: marxismo-leninismo, centralismo democratico, unità dei comunisti… congresso anacronistico e fuori dal mondo.
Niente male neppure il congresso di Rifondazione Comunista che ha consegnato uno dei figli del grande Partito Comunista alla dirigenza di Democrazia Proletaria che già era folcloristica e settaria già nei lontani anni ottanta. Certo, se Rifondazione si fosse raccolto attorno a Vendola, le cose sarebbero potute andare diversamente. Ma la storia non si fa con i se e con i ma.
Infine il congresso dei Verdi che ha deciso semplicemente di non decidere sino alle europee del prossimo anno (cosa che più o meno hanno fatto tutti gli altri partiti della sinistra, SD in primo luogo). Fuori dall’Arcobaleno, il Partito Socialista ha fatto la medesima cosa: ha deciso di congelare tutto a dopo. Ma quale prospettiva può avere questa sinistra? Una sinistra che non investe nel futuro che risposte può dare? O peggio una sinistra che guarda al passato (i partiti comunisti usciti dai congressi di luglio, perché di tutti gli altri detentori del sacro simbolo della falce e martello non vale la pena neppure di parlare) che senso ha? E quale utilità? Queste diverse opzioni che sono uscite fuori dai congressi post-disfatta che risposte possono dare alle classi sociali deboli, ai precari, al mondo del lavoro, a tutti coloro che sono vittime di un’ingiustizia sociale sempre più accentuata? Che risposte possono dare questi partiti alle contraddizioni ed alle ingiustizie della globalizzazione o allo sviluppo sempre meno sostenibile, all’intolleranza dilagante verso ogni diversità, al continuo attacco alla laicità, per dirne solo alcune?
A sinistra oggi prevalgono la cecità, l’immobilismo o la fuga verso il passato e la difesa della propria identità intesa come icona religiosa da protteggere contro tutti gli infedeli interni ed esterni. E’ certo che questa sinistra non andrà più in parlamento (e non solo per la legge elettorale vigente). E’ un enorme sperpero di risorse umane e ideali che provengono da grandi e gloriose tradizioni politico-culturali (comunista, socialista, ambientalista, pacifista ecc…). C’è chi marcia nel deserto e chi vive nel villaggio di Asterix assediato dalla grande armata romana ma invece di difendersi dai romani si scannano allegramente tra loro…
In questo asfittico panorama, solo esperienze di base come quella di Rinnovamento, possono ridare fiato e idee alla sinistra e cercare di ricominciare a fare politica in modo nobile, costruttivo ed utile. Per questo, indipendentemente dai nostri convincimenti politici individuali, dobbiamo essere tutti contenti e orgogliosi per quello che stiamo tentando di costruire.

martedì 29 luglio 2008

Prima seduta del Consiglio comunale

Fumata nera per l’elezione del presidente e del vice presidente nella prima seduta del nuovo Consiglio comunale di Tremestieri. Non è stato, infatti, trovato l’accordo sui nomi E’ stato Santi Rando, il consigliere più votato alle ultime elezioni, a presiedere la seduta inaugurale. Sono stati, quindi, espletati solo quattro dei sette punti all’ordine del giorno: il giuramento dei consiglieri, la loro convalida, mentre non sono state effettuate surroghe e tutti i consiglieri sono stati considerati compatibili.
Soddisfatto dell’andamento dei lavori, il sindaco Basile ha dichiarato: «Il rinvio dell’elezione del presidente e del vice presidente del Consiglio comunale è dovuto a una concertazione con tutte le forze politiche locali affinché la città di Tremestieri Etneo abbia un Consiglio coordinato dalle figure del presidente e del vice presidente in grado di garantire per tutti i cinque anni governabilità trasparenza ed efficienza».
Dopo due ore circa il Consiglio ha chiuso i lavori rimandando a venerdì 1 agosto alle ore 10 l’elezione del presidente e del vice presidente, oltre al giuramento del sindaco. Molti i volti nuovi (9 consiglieri su 20), che si sono avvicendati per il rituale giuramento seguiti da una buona parte di «veterani», riconfermati a rappresentare i cittadini di Tremestieri. Tutti presenti, tranne il consigliere Orazio Massimiliano Porto, che aveva preannunciato la sua assenza, ma giurerà nella prossima seduta. Il Consiglio comunale di Tremestieri Etneo è così composto: Santi Rando (Mpa), Francesco Gentile (Mpa), Giancarlo Torre (Mpa), Salvatore Grimaldi (Mpa), Alessandro Zinna (Mpa), Marco Costa (Pdl), Antonio Valentino Furnari (Pdl), Orazio Massimiliano Porto (Pdl), Ferdinando Smecca (Pdl), Stefano Ferlito (Udc), Venera Tomaselli (Udc), Paolo Famà (Pd), Francesco Fazio (Pd), Giuseppe Di Gregorio (Movimento progresso e sviluppo), Adolfo Scordia (Movimento progresso e sviluppo), Sergio Fontana (Azzurri per Tremestieri), Sebastiano Di Stefano (Azzurri per Tremestieri), Biagio Torrisi (Azzurri per Tremestieri), Santo Nicosia (Ama Tremestieri), Alessandro Talbot (Forza Tremestieri).
La Sicilia 29 luglio 2008

lunedì 21 luglio 2008

Rifiuti in Sicilia, l'allarme della Cgil: "L'emergenza potrebbe esplodere questa estate"

''L'emergenza rifiuti potrebbe esplodere gia' questa estate. E' per questo che chiediamo al presidente della Regione di convocare prima di agosto un tavolo politico con tutti i responsabili istituzionali delle province per un'assunzione di responsabilita' sulla questione''. Lo dice Antonio Riolo, della segreteria regionale Cgil Sicilia. Nei giorni scorsi si e' svolto un incontro tra i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, e dell'Arra, che avra' un prosieguo il 22 luglio, quando saranno affrontati i problemi delle province di Palermo, Caltanissetta, Enna. ''Tra i problemi a affrontare- dice Riolo- c'e' quello dei debiti degli Ato, che oltre a scaricarsi sui lavoratori, mettono a rischio i conferimenti nelle discariche, a partire da quella di Motta S. Anastasia, che serve ben tre province. Si capisce dunque- aggiunge-che la situazione va fronteggiata con tempestivita', per evitare problemi che si possono presentare non tra uno o due anni, ma subito''. Secondo Riolo, il confronto in sede politica ''potra' avvantaggiarsi dei risultati del tavolo tecnico tra Cgil, Cisl, Uil e Arra, che nelle prossime settimanre analizzera' la situazione della gestione dei rifiuti in tutte le province''.

sabato 19 luglio 2008

Indagato ex sindaco Salvatore Giuffrida


Concluse le indagini preliminari condotte, su direttive della Procura della repubblica, dalla Guardia di Finanza di Catania nei confronti dell’ex Sindaco del Comune di Tremestieri Etneo per peculato e corruzione elettorale e nei confronti di alcuni consiglieri comunali dello stesso comune per abuso d’ufficio. All’esito di lunghe e complesse indagini condotte dai Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria e della Sezione di Polizia Giudiziaria della locale Procura Distrettuale della Repubblica, coordinati dai P.M. Antonino Fanara ed Andrea Bonomo, ad alcuni consiglieri del Comune di Tremestieri Etneo è stato contestato il delitto di abuso d’ufficio commesso nell’anno 2006, mentre al Sindaco del medesimo Comune sono stati contestati i delitti di peculato e corruzione elettorale commessi sempre nell’anno 2006.
In particolare, a quattro consiglieri comunali è stata contestata la mancata astensione in occasione di delibere aventi ad oggetto il P.R.G. di Tremestieri Etneo, in quanto si sono raccolte delle prove che gli stessi votarono la modifica al P.R.G., rendendo così edificabili o maggiormente edificabili terreni propri o di propri congiunti. In tale modo, quindi, gli stessi abusarono dei poteri inerenti la loro funzione per ottenere, per se o per propri parenti, rilevanti vantaggi patrimoniali a discapito dell’interesse pubblico in un settore rilevante come quello della edificabilità dei suoli.
All’ex Sindaco Salvatore Giuffrida, all’epoca anche candidato alle elezioni regionali, è stata, invece, contestata la violazione del DPR 570/1960 che prevede una sanzione penale per chi, al fine di ottenere voti elettorali, fa ai cittadini delle promesse, quali l’offerta di posti di lavoro, o dà, in cambio della promessa del voto, altre utilità, come ad esempio la regalia di buoni di benzina. Allo stesso, poi, è stato anche contestato il grave delitto di peculato per aver utilizzato rilevante traffico telefonico pagato dal Comune per fini privati, ossia per promuovere la propria campagna elettorale in occasione delle citate elezioni regionali tenutesi nella primavera del 2006. Tali delitti contro la Pubblica Amministrazione sono stati contestati nell’avviso di conclusione delle indagini notificato agli indagati e prevedono pene sia detentive che interdittive.


04 luglio
CataniaOggi

Questione rifiuti

La sicilia 19 luglio
Rischio Napoli
Tony zermo
Già abbiamo la mafia, già abbiamo il reddito più basso d'Italia e la disoccupazione più alta, già siamo indicati dal resto del Paese come la Regione «mangiasoldi», ci mancava pure la crisi dell'immondizia. Non diventeremo come Napoli, ma già quasi lo siamo. Anzi Napoli è stata ripulita, mentre la Sicilia viene sommersa da tonnellate di rifiuti. I contribuenti sono morosi (paga uno su quattro), l'Ato non ha soldi e non paga né lo stipendio dei netturbini in sciopero e né le discariche autorizzate (che stanno chiudendo battenti), i Comuni (quasi tutti) non intervengono: ecco spiegato il disastro ecologico che con la calura estiva può trasformarsi in emergenza sanitaria. Su questa situazione intollerabile che sta esasperando la popolazione si gioca a scaricabarile: i Comuni dicono che la responsabilità è degli Ato e non più loro, gli Ato dicono che non ce la fanno, i prefetti non sanno come risolvere la situazione perché non rappresentano enti erogatori, ma lo Stato. E lo Stato sta a guardare. Per Napoli ha provveduto, per la Sicilia no, o almeno non ancora. Ci dobbiamo affidare a Bertolaso? Per fortuna in serata è intervenuto il presidente Lombardo che darà agli Ato il denaro necessario a risolvere la situazione, defalcando queste somme somme dai trasferimenti regionali a quei Comuni che dicono di non essere in grado di contribuire e restano inerti davanti allo sfacelo. Dovevamo arrivare all'emergenza per sperare di non vedere più spazzatura lungo le strade.



il Messaggero

Sicilia, megadiscarica off limits da oggi per 19 comuni


CATANIA (18 luglio) - La più grande discarica della Sicilia, quella di contrada Tiritì di Motta Sant'Anastasia, da oggi è off limits per 19 Comuni della Sicilia centro-orientale, compresi Siracusa e Caltanissetta, per il mancato pagamento di 15 milioni di arretrati alla società che la gestisce, la Oikos Spa, da parte dei quattro Ato di appartenenza. La discarica è aperta e perfettamente funzionante per gli altri Comuni, come Catania, che hanno debiti di minore entità e che oggi hanno regolarmente scaricato i rifiuti in contrada Tiritì. La scorsa settimana la Oikos aveva inviato una diffida agli Ato Simeto Ambiente, Caltanissetta 1, Siracusa 1 e Aciambiente, ma a quest'ultima per la sola spazzatura raccolta nel comune di Aci Sant'Antonio, chiedendo di fare fronte ai debiti per evitare la chiusura dei cancelli per i loro autocompattatori. «La situazione finanziaria della discarica - spiegano dalla Oikos - non permette più il pagamento degli stipendi, che questo mese non sono stati corrisposti al personale, e la regolare gestione dei servizi». Nel capoluogo etneo, davanti la sede dell'Ato 3, c'è stata la protesta dei lavoratori del consorzio per la raccolta dei rifiuti Simco, che non hanno ricevuto lo stipendio di giugno e la quattordicesima.

Radio Catania
Catania: allarme rosso rifiuti alle viste in città e provincia
Inserito il 16 luglio 2008 alle 09:04:00 da LucaAllegra. IT - CATANIA NOTIZIE

Problemi di liquidità per l'Ato 3 Simento Ambiente. Proteste anche della società che gestisce la discarica di Motta Sempre maggiore il rischio dell'emergenza rifiuti nella provincia di Catania: è infatti a rischio la raccolta dell'immondizia nei 18 comuni serviti dall'Ato 3 Simeto Ambiente. In allarme ci sono in primis i dipendenti che attendono il pagamento della mensilità di giugno e che entreranno in agitazione a partire da oggi. Inoltre l'Oikos, la ditta che gestisce la discarica di contrada Tiritì a Motta Sant'Anastasia, annuncia che a partire da venerdì i cancelli resteranno chiusi: alla base della protesta il credito di ben 30 milioni di euro vantato dall'Oikos nei confronti di Simeto Ambiente. Preoccupato il presidnete della società Mimmo Galvagno che chiede ai comuni di anticipare le somme necessarie

Radio Catania
Inserito il 18 luglio 2008 alle 08:56:00 da LucaAllegra. IT - CATANIA NOTIZIE
Catania: incontro in prefettura sull'emergenza rifiuti


Si tenta la mediazione dopo le proteste dei dipendenti Si attendono buone nuove dall'incontro di oggi in prefettura per trovare una soluzione all'emergenza rifiuti: due i problemi sul terreno le due mensilità spettanti agli operatori deputati alla raccolta dell'immondizia che hanno incrociato le braccia e la paventata chiusura della discarica Tiritì di Motta Sant'Anastasia gestita dalla ditta Oikos che vanta un credito milionario dall'Ato 3 Simeto Ambiente. All'incontro con il prefetto di Catania Giovanni Finazzo saranno presenti: i sindaci dei 18 comuni della provincia etnea serviti dal consorzio, i sindacati, i vertici di Simeto Ambiente e i dirigenti della Oikos



ADNCRONOS
Rifiuti, bandi dei termovalorizzatori sono da rifare

Palermo, 17 lug. - (Adnkronos) - Sono da rifare i bandi per i quattro termovalorizzatori da realizzare in Sicilia. Lo ha deciso la Giunta regionale siciliana, presieduta dal Presidente Raffaele Lombardo, che si e' riunita ieri sera a Palazzo d'Orleans.Di recente l'Unione europea aveva aperto una procedura d'infrazione, da qui la decisione di rifare tutto. La giunta siciliana ha dato mandato all'Agenzia delle acque e dei rifiuti di definire l'accordo con gli operatori industriali che stanno portando avanti i lavori, che non dovrebbero subire stop. ''L'obiettivo - si legge in una nota dopo la riunione di ieri sera della giunta di governo - e' di realizzare gli impianti prima che si esaurisca la capacita' delle discariche, per evitare rischi di crisi ambientali e sanitari''.I vincitori dei nuovi bandi, pubblicati a breve, acquisiranno i progetti, le autorizzazioni e i siti dove saranno costruiti gli impianti per il trattamento dei rifiuti.


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ARCHIVIO

Rifiuti: la Sicilia rifarà i bandi per quattro termovalorizzatori
di Valeria Russo



La Regione Siciliana ha dato il via libera per rifare i bandi dei quattro termovalorizzatori di Bellolampo alle porte di Palermo, Augusta nel siracusano, Casteltermini nell'agrigentino e Paternò, in provincia di Catania. I nuovi bandi dovrebbero essere pronti tra ottobre e novembre, mentre si dovrà attendere fino a febbraio per le aggiudicazioni.Una decisione che giunge a un anno esatto dalla sentenza della Corte di Giustizia europea contro le modalità di assegnazione dei lavori utilizzate dalla Sicilia. Nel 2003, infatti, i bandi erano stati assegnati con una procedura per la concessione dei servizi invece che con quelle previste per gli appalti di servizio. In particolare non sono state applicate le procedure della direttiva 92/50/Cee (che coordina le modalità di aggiudicazione degli appalti pubblici di servizi) e soprattutto il bando di gara non era stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale delle comunità europee (così come previsto agli articoli 11,15 e 17 delle direttiva comunitaria).Adesso la Regione ha deciso di rifare i bandi promettendo di seguire le direttive europee in materia. Un punto contenuto nella relazione dell'Agenzia regionale per i rifiuti e le acque, presieduta da Felice Crosta, e presentata alla Giunta di Raffaele Lombardo. E proprio alla luce di quanto contenuto nella relazione, che illustra tutti i passaggi avvenuti prima e dopo la sentenza della Corte di Giustizia europea, il governatore Lombardo ha affidato a Crosta il compito di definire l'accordo con gli operatori industriali per poter giungere alla nuova gara d'appalto secondo quanto stabilito con la Commissione europea.Nei giorni scorsi, infatti, il Ministero degli affari esteri (che ha tenuto i rapporti con gli uffici comunitari dopo la sentenza dello scorso luglio) ha inviato un cronoprogramma che prevede di bandire le nuove gare evitando però di ripartire da zero. Tutto questo salvaguardando quanto è stato fatto in questi anni dai due gruppi imprenditoriali che si erano aggiudicati, cinque anni fa, la realizzazione dei quattro termovalorizzatori: si tratta di tre società del Gruppo Falk (che avevano vinto le gare peri i siti di Bellolampo, Augusta e Casteltermini) e di Waste Italia (che si è aggiudicata la realizzazione del termovalorizzatore di Paternò).Inoltre verrà chiamato anche un advisor internazionale che dovrà verificare i costi sostenuti dai due gruppi che nel frattempo hanno già avviato i lavori (il costo totale per la realizzazione delle quattro opere si aggira attorno a 1,25 miliardi). «Chi si aggiudicherà la nuova gara – afferma Felice Crosta, che ha avuto il mandato dalla Giunta regionale di predisporre il nuovo bando – dovrà depositare una fideiussione a garanzia del pagamento dei costi fino a oggi sostenuti dagli operatori industriali. In cambio, i vincitori delle gare acquisiranno i progetti, le autorizzazione e i siti dove dovranno essere realizzati gli impianti del sistema di termovalorizzazione».Intanto, nei giorni scorsi il Tar del Lazio ha accolto il ricorso delle tre società del Gruppo Falk che si erano rivolti al tribunale amministrativo per contestare un decreto del governo precedente che le escludeva dal riconoscimento del Cip6 (ovvero la circolare n. 6/1992 del Comitato interministeriale prezzi).