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domenica 9 maggio 2010

Tremestieri: ricominciare è un obbligo

Tra qualche giorno si terrà il Congresso Provinciale del PD di Catania. Parto da qui per qualche breve considerazione sul Partito e sul Centro-Sinistra di Tremestieri Etneo.
Sappiamo quali sono gli ultimi eventi politici che hanno segnato la vita del PD nel nostro comune. Diversi esponenti di primo piano hanno abbandonato il partito chi per passare con Rutelli, chi, in modo più o meno “indiretto” con Don Raffaele. Non voglio giudicare le scelte politiche di nessuno e del resto non è questo ciò che mi prefiggo. Il dato di fatto è che il partito ha subito una deflagrazione che lo ha scosso profondamente. Ma se tutto dipendesse solo da questi ultimi eventi, probabilmente sarebbe più facile individuare le azioni correttive per una ripartenza.
Ma le radici della crisi del Partito Democratico di Tremestieri sono più profonde e più retro-datate: bisogna tornare in dietro di due anni e ricordare il modo con cui si è svolta e quello in cui si è conclusa l’ultima campagna elettorale per l’elezione del sindaco e del consiglio comunale. E’ stata una campagna fatta di luci ed ombre. Il dato positivo è stato quello di avere presentato, in modo compatto, l’intero schieramento del Centro-Sinistra, cosa della quale ritengo di essere stato uno degli artefici (coordinando la lista civica Rinnovamento Tremestieri che riuniva compagni del PD, di cui allora non facevo parte e compagni di IdV, Verdi, PRC, PdCI e Sinistra Democratica, oltre che a singoli esponenti della società civile). Tuttavia i retroscena, i personalismi (in entrambe le liste) ed i tanti “intrighi” dei tre-mestieranti della politica (presenti purtroppo anche nello schieramento di Centro-Sinistra), portarono alla sconfitta che tutti conosciamo, sconfitta che venne seguita da liti furiose e dalle dimissioni dell’allora segretaria del Circolo PD (lasciando il partito in mano alla gestione ininfluente della vice segretaria di area prima Spampinato e poi Fiorenza che ha abbandonato il partito dopo averlo ridotto ad uno stato disastroso) e successivamente, dallo scioglimento per auto-estinzione dell’esperienza unitaria della lista civica che si era costituita in movimento. Ma anche il modo in cui si giunse alla candidatura di Maria Moro (compagna capace, ammirevole e che si mise alla testa dello schieramento con grandissimo impegno ed altrettanta generosità e spirito di servizio) in seguito a scontri tra chi ambiva alla stessa candidatura e divergenze sulla posizione da assumere al ballottaggio, sebbene PD e coalizione avessero preso la posizione ufficiale di non appoggiare nessuno dei due candidati. Infine, non contribuì di sicuro ad un miglioramento del clima l’ingresso in giunta deciso da un pezzo del partito democratico, senza passare né dal circolo PD né da un confronto con l’altro soggetto della coalizione che comunque vedeva nei due consiglieri eletti del PD il riferimento politico all’interno del Consiglio Comunale. Né ebbe esito e valenza diversa, la nomina del delegato sindaco della frazione di Piano (oggi “indipendente di centro” ma allora PD area ex-DS).
Ma per comprendere la realtà della sinistra di Tremestieri, bisognerebbe andare ancora più in dietro nel tempo ed affrontare un argomento sul quale non voglio entrare per il semplice fatto che si era appena consumato, quando io presi la mia residenza nel nostro comune: la profonda spaccatura all’interno della sezione dei DS in seguito alla spaccatura all’interno del gruppo consiliare a causa delle diverse posizioni sull’allora sindaco Giuffrida. Ci furono liti, espulsioni, scissioni i cui strascichi ci portiamo dietro ancora oggi.
E la situazione oggi è complessa delicata e tremendamente difficile: praticamente tutta la componente che proveniva dalla Margherita è fuoriuscita seguendo diverse strade; parte della componente ex-DS è andata via, incluso il consigliere comunale che di quest’area era espressione. Infine chi è rimasto (in prevalenza compagni del “nucleo storico” del PCI-PDS-DS) sono separati da una profonda lacerazione che rende gli uni e gli altri carichi di rabbia e demotivati.
E tutto questo mentre in Consiglio Comunale non abbiamo più nemmeno un rappresentante del PD e del Centro-Sinistra e dove il partito ed i partiti non esistono, a parte l’apprezzabile ed instancabile lavoro della GD Etnea e dove tra tre anni si tornerà alle urne. A ben vedere molti paesi etnei che sono andati o che stanno andando a rinnovo di sindaci e consigli, hanno situazioni confuse e atipiche; se dovessimo votare oggi a Tremestieri rischieremmo di non essere neppure in grado di presentare una lista PD.
Questa situazione è sconfortante, ma è dovere di tutti noi non farci prendere dallo sconforto.
L’esperienza della campagna delle ultime elezioni comunali ha messo in evidenza che c’è un nucleo duro di compagni che hanno stesso sentire, stessi obiettivi e stessa volontà di cambiamento; l’esperienza della lista civica ha dimostrato che (al di la di certi personalismi e opportunismi di basso profilo che si sono manifestati in entrambi i soggetti che costituivano la coalizione di Centro-Sinistra) c’è bisogno di una politica intesa come servizio e non come mero interesse personale, che possa aggregare, creare consenso ed essere espressione del disagio dei cittadini tu tante tematiche. E sulla base di questa politica, creare anche un’aggregazione con i soggetti che condividano tali obiettivi. Ma per essere credibili, bisogna iniziare adesso.
Tutto ciò è sufficiente? No. Ma di sicuro è un punto di partenza. Bisogna superare le differenze e le diffidenze del passato e rimettersi a lavorare andando oltre i rancori passati. E’ necessario creare una prospettiva per tutti coloro che non vogliono rassegnarsi alla politica degli interessi, dei favori e delle clientele.
Ricominciare a fare politica a Tremestieri è un obbligo. Ridare una sinistra a Tremestieri è un obbligo.

martedì 23 febbraio 2010

Assessore Fazio e consiglieri lasciano il Pd: dure reazioni

Non si placano le polemiche scaturite dopo l'abbandono da parte di alcuni consiglieri - compreso il neo assessore Fazio - del partito di appartenenza, Pd, seguendo la scia del deputato Dino Fiorenza. «E' triste venire a conoscenza di fatti così importanti per la politica del nostro paese attraverso l'uso esclusivo della stampa - dice Luca Tasinato dell'Organizzazione giovanile del Pd - avremmo gradito maggiore chiarezza in relazione alle scelte adottate dall'assessore e dai consiglieri comunali che, eletti nella lista del Pd non rappresentano realtà individuali, ma la volontà precisa di un elettorato che li ha scelti per essere portavoce dei principi che il Pd esprime». I Giovani Democratici aggiungono che «ad uscirne sconfitte sono coloro che si sono ritrovate nel percorso del Partito Democratico e che vedono ora annullata la loro rappresentanza all'interno del Comune. Come Giovani Democratici - conclude Tasinato - invitiamo l'assessore e i consiglieri ad una riflessione, auspicando in un cambiamento di rotta e richiamiamo tutti gli iscritti e i cittadini verso un maggiore impegno politico e sociale per rilanciare il nostro paese e costruire insieme l'alternativa credibile per Tremestieri Etneo».c. d. m.

giovedì 10 dicembre 2009

"Tremestieri-bus" collegherà Canalicchio al Centro

"Tremestieri Bus" è il nuovo servizio che sarà in funzione, si prevede, prima di Natale. Il comune di Tremestieri ha appena acquistato - in leasing - un pulmino "Iveco" da 26 posti per 80 mila euro (da spalmare negli anni). Per attivare il servizio bisognerà però attendere l’autorizzazione della Regione al passaggio del mezzo a "porte chiuse" dai centri di Sant’Agata Li Battiati, San Giovani La Punta e San Gregorio, visto che dovrà attraversare questi tre Comuni per raggiungere la frazione di Canalicchio.
"Tremestieri Bus" sarà in funzione dal lunedì al venerdì. Saranno assicurate due corse nelle ore mattutine: partenza da Canalicchio e arrivo a Tremestieri centro, passando dai quartieri Immacolata e Piano dove saranno rispettate due fermate per consentire ai cittadini - rigorosamente di Tremestieri - di usufruire gratuitamente del servizio. Nel pomeriggio il pulmino
sarà utilizzato dagli anziani di Canalicchio e dei quartieri che vorranno raggiungere il Centro diurno della terza età. Successivamente il servizio sarà studiato in modo da approfittare di molte
delle coincidenze con i pullman diretti a Catania o verso i paesi etnei.
Il mezzo - che sarà guidato da un dipendente comunale - potrà essere utile il sabato e la domenica a tutte quelle associazioni sportive, culturali o di volontariato presenti nel territorio che
ne faranno richiesta.

sabato 19 settembre 2009

Congresso PD a Tremestieri Etneo

Domani presso il Centro Diurno di Tremestieri Etneo, si terrà il congresso del Partito Democratico. Questo blog invita i compagni e gli amici iscritti al partito a votare per Bersani e le liste che lo appoggiano.

giovedì 7 maggio 2009

Che fine ha fatto la stazione di polizia municipale di Canalicchio?

Uno dei punti del nostro programma elettorale era l'istituzione di una stazione di polizia municipale a Canalicchio. L'attuale amministrazione aveva recepito questo punto ed ha individuato un locale attiguo all'ufficio postale di Largo Carnazza. L'ubicazione è ottimale in quanto può garantire un certo grado di sicurezza agli anziani che riscuotono la pensione alla posta. Tuttavia sebbene il locale sia stato individuato, della polizia municipale ancora non vi è traccia. Quanto dovremo ancora apettare?

domenica 1 febbraio 2009

Tremestieri: Basile chiede interventi

Ancora rifiuti nei cassonetti. Ieri, i netturbini della Gesenu, che si occupa dello smaltimento a Tremestieri Etneo, in assemblea per due ore. Infatti chiedono che venga accordato lo straordinario per riportare alla normalità la grave situazione di disagio causata dall’enorme accumulo di rifiuti. Gli operatori ecologici, nonostante abbiano già ricevuto le spettanze del mese scorso, somme anticipate dal Comune, hanno deciso di impiegare per ripulire l’area la metà del tempo stabilito. Quindi si teme che già lunedì si raddoppi la presenza di immondizia negli spazi adiacenti i cassonetti, creando pericolo igienico-sanitario e ulteriori disagi alla popolazione. Intanto, il sindaco Antonino Basile ha contattato ancora una volta i vertici della Gesenu per mediare e cercare di convincere il personale addetto alla raccolta a desistere dalla linea dura e tornare a lavoro: senza ottenere riscontro. Grande disponibilità ha dimostrato il viceprefetto di Catania dott. Sinesio, che su sollecitazione del primo cittadino ha convocato con urgenza, lunedì mattina in Prefettura le parti sociali per un confronto, in prospettiva di trovare una soluzione immediata. "Sono preoccupato per il protrarsi dello stato di agitazione - ha dichiarato Basile - confido nel buon senso dei lavoratori e nell’opera di mediazione del viceprefetto di Catania. Mi auguro che domani si possa arrivare a un compromesso altrimenti assieme ai consiglieri comunali e la Giunta attueremo anche in forme di protesta eclatanti".

lunedì 8 dicembre 2008

La sentenz del Giudice di Pace a contro Simeto Ambiente

SENTENZA N. 754/08 del 22.10.2008

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE DI MASCALUCIA
L'avv. Antonio Zarrillo , Giudice di Pace di Mascalucia,
ha pronunciato la seguente sentenza nella causa civile iscritta al n. 803/08 R.G.,

PROMOSSA DA
XXX YYY nato a Pedara il 4.11.xx C.F.xxx xxx, residente in Tremestieri Etneo via xxxx, domiciliato presso la Federconsumatori di Mascalucia, Piazza Dante 7 -autodifeso- Attore –

CONTRO
-Serit Sicilia S.P.A. , Agente della Riscossione per le Provincia di Catania , partita IVA 04739330829, in persona del procuratore speciale signor Giuseppe Pilato, giusta procura rilasciata dal Presidente della Società ed autenticata il 3.6.2008 dal notaio Roberto Allotta di Palermo, rep. n. 16390 racc. n. 6873, elettivamente domiciliata in Paternò via Somalia 6, presso lo studio dell'avv. Maria Grazia Pannitteri che la rappresenta e difende giusta procura in calce all'avversato atto di citazione - CONVENUTA -

- La Simeto Ambiente SPA-ATO CT 3 in persona del suo legale rappresentante pro tempore, con sede in Catania C.so delle Province 111 - CONVENUTA - CONTUMACE-
Avente ad OGGETTO: Opposizione ex art. 615 c.p.c.
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Con atto di citazione ritualmente notificato, XXX YYY esponeva :
- che in data 21.4.2008 la Serit Sicilia S.P.A., Agente incaricato della riscossione per conto della Simeto AMBIENTE S.P.A.Ato CT3, gli aveva notificato la fattura a saldo n. 2007 XXXXXXXX del 15.11.2007 di €.168,70 relativa al conguaglio della tariffa di Igiene Ambientale per il periodo 1.1.2004 al 31.12.2005;
- che illegittima era la fattura emessa.
Istanziava quindi per la declaratoria di nullità e/o illegittimità dell'impugnata fattura. Spese del giudizio compensate.
Si costituiva la Serit Sicilia S.P.A., Agente per la Provincia di Catania, incaricata della riscossione, la quale eccepiva il difetto di giurisdizione del Giudice adito in favore della Commissione Tributaria e la propria carenza di legittimazione passiva in ordine alle eccezioni di merito afferenti alla TIA.
Con vittoria di spese e compensi.
Contumace la Simeto Ambiente,sulle precisate conclusioni ,come in atti, alla udienza del 22.10.2008 la causa è stata introitata a sentenza.

MOTIVI DELLA DECISIONE
Va ante omnia dichiarata la contumacia della Simeto Ambiente la quale , benché regolarmente evocata in causa, non si è costituita in giudizio. Preliminarmente vanno rigettate le eccezioni sollevate dalla convenuta Serit Sicilia SpA per le considerazioni di seguito illustrate.

l. Sul difetto di legittimazione passiva della Serit Sicilia
Deve ritenersi parte necessaria nel giudizio di opposizione l'Agente incaricato della riscossione, quale soggetto da cui proviene l'atto oggetto dell'opposizione, il quale chiede il pagamento, avendo egli titolo per intervenire nel processo ( ex multis Cass. 5278/97; Cass. 4324/99;Cass. Civ. Sez.III 9 Aprile 2001 n. 5277 , Cass.Civ. Sez.I25.11.2203n. 17936).
Non ritiene questo decidente di condividere il contrario orientamento espresso dal Supremo Collegio ( Sez. I. 26 Ottobre 2006 n. 23016), secondo cui il concessionario della riscossione non è legittimato passivo e litisconsorte necessario nel giudizio di opposizione perché non sarebbe titolare della situazione sostanziale ( la pretesa sanzionatoria ) dedotta nel giudizio di opposizione, ma un semplice adiectus solutionis, in considerazione che non può negarsi al medesimo l'interesse a resistere anche per i riflessi che l'eventuale accoglimento dell'opposizione può comportare nei rapporti con l'Ente, che,suo tramite, avanza la pretesa creditoria .

2. Sul difetto di giurisdizione del Giudice adito in favore della Commissione Tributaria di Catania.
La tesi sostenuta dalla convenuta Serit Sicilia S.P.A. Catania non è condivisibile.
Con la recente sentenza n. 64 del 10 Marzo 2008, la Corte Costituzionale, nel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 2, comma 2, del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546 (Disposizioni sul processo tributario in attuazione della delega al Governo contenuta nell'art. 30 della legge 30 dicembre 1991, n. 413), come modificato dall'art. 3-bis, comma 1, lettera b), del decreto-legge 30
settembre 2005, n. 203 (Misure di contrasto all'evasione fiscale e disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria), convcrtito, con modificazioni, dall'ari. 1, comma 1, della legge 2 dicembre 2005, n. 248, promosso con ordinanza depositata il 2 novembre 2006 dal Tribunale di Roma nel procedimento civile vertente tra il Condominio di Viale Mazzini n. 119, il Comune di Roma ed altra parte, iscritta al n. 459 del registro ordinanze 2007 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 25, prima serie speciale, dell'anno 2007, ha affermato che la giurisdizione tributaria deve essere considerata un organo speciale di giurisdizione preesistente alla Costituzione (ex plurimis: sentenza n. 50 del 1989; ordinanze n. 144 del 1998, n. 152 del 1997, n. 351 del 1995).
Il Giudice delle Leggi, è pervenuto alla conclusione che la modificazione dell'oggetto della giurisdizione degli organi speciali di giurisdizione preesistenti alla Costituzione è consentita solo se non "snaturi" la materia originariamente attribuita alla cognizione del giudice speciale. Una volta che sia esclusa la natura tributaria della materia, l'attribuzione alla giurisdizione tributaria della relativa controversia "snatura" la materia originariamente attribuita alla cognizione del giudice tributario e, conseguentemente, è violato l'art. 102, secondo comma, Cost., il quale, vieta l'istituzione ex novo di giudici speciali diversi da quelli espressamente nominati in Costituzione.
La VI disposizione transitoria della Costituzione -- ad integrazione della disciplina posta dal citato art. 102 Cost. - impone l'obbligo di effettuare la revisione degli organi speciali di giurisdizione preesistenti alla Costituzione («salvo le giurisdizioni del Consiglio di Stato, della Corte dei conti e dei tribunali militari») entro il termine ordinatorio di cinque anni dall'entrata in vigore della Costituzione medesima. La stessa Corte ha poi precisato che, benché l'indicata revisione non crei nell'ordinamento «una sorta di immodificabilità nella configurazione e nel funzionamento» delle giurisdizioni revisionate, tuttavia il legislatore ordinario - - nel modificare la disciplina di tali organi giurisdizionali -incontra il duplice limite costituzionale «di non snaturare (come elemento essenziale e caratterizzante la giurisprudenza speciale) le materie attribuite» a dette giurisdizioni speciali «e di assicurare la conformità a Costituzione» delle medesime giurisdizioni (ordinanza n. 144 del 1998). Da tale giurisprudenza si desume che il menzionato duplice limite opera con riferimento ad ogni modificazione legislativa riguardante l'oggetto delle giurisdizioni speciali preesistenti alla Costituzione (sia in sede di prima revisione, che successivamente) e, altresì, che il mancato rispetto del limite di «non snaturare» le materie originariamente attribuite alle indicate giurisdizioni si traduce nell'istituzione di un "nuovo" giudice speciale, espressamente vietata dall'art. 102 Cost.
L'identità della "natura" delle materie oggetto delle suddette giurisdizioni costituisce, a giudizio del Giudice delle Leggi, una condizione essenziale perché le modifiche legislative di tale oggetto possano qualificarsi come una consentita «revisione» dei giudici speciali e non come una vietata introduzione di un "nuovo" giudice speciale.
In coerenza con i sopra evidenziati princìpi e con specifico riferimento alla materia devoluta alla cognizione dei giudici tributari, la Corte ha rilevato, in numerose pronunce, che la giurisdizione del giudice tributario «deve ritenersi imprescindibilmente collegata» alla «natura tributaria del rapporto» (ordinanze n. 395 del 2007; n. 427, n. 94, n. 35 e n. 34 del 2006).
L'attribuzione alla giurisdizione tributaria di controversie non aventi natura tributaria comporta la violazione del divieto costituzionale di istituire giudici speciali.
Tale illegittima attribuzione può derivare, direttamente, da una espressa disposizione legislativa che ampli la giurisdizione tributaria a materie non tributarie ovvero, indirettamente, dall'erronea qualificazione di "tributaria" data dal legislatore (o dall'interprete) ad una particolare materia (come avviene, ad esempio, allorché si riconducano indebitamente alla materia tributaria prestazioni patrimoniali imposte di
natura non tributaria).
Per valutare la sussistenza della denunciata violazione dell'art. 102, secondo comma della Costituzione,occorre accertare, perciò, se la controversia devoluta ai giudici tributari abbia o no effettiva natura tributaria.
E, a tal fine, non si può prescindere dai criteri elaborati dalla giurisprudenza della Corte medesima per qualificare come tributarie le entrate erariali; criteri che, indipendentemente dal nomen iuris utilizzato dalla normativa che disciplina tali entrate, consistono nella doverosità della prestazione e nel collegamento di questa alla pubblica spesa, con riferimento ad un presupposto economicamente rilevante (ex multis sentenze n. 334 del 2006 e n. 73 del 2005).
Ove sia stata accertata la natura non tributaria della materia attribuita alla cognizione dei giudici tributari, si deve affermare l'illegittimità costituzionale di detta attribuzione, né possono addursi in contrario argomenti che non trovano fondamento nell'art. 102, secondo comma, Cost. e nella VI disposizione transitoria della Costituzione. Non sarebbe sufficiente, al fine di negare lo "snaturamento" della materia attribuita alla giurisdizione tributaria, affermare che le controversie relative ad alcuni particolari canoni, pur non avendo natura tributaria, sono legittimamente attribuite alla cognizione delle commissioni tributarie per la sola ragione che il fatto generatore delle suddette prestazioni patrimoniali è simile al presupposto che, in passato, avevano avuto alcuni tributi.
Neppure sarebbe sufficiente addurre mere ragioni di opportunità per giustificare, sul piano costituzionale, la cognizione, da parte dei giudici tributari, di controversie non tributarie riguardanti fattispecie in qualche misura simili a quelle propriamente tributarie.
Il difetto della natura tributaria della controversia, afferma la Corte, fa necessariamente venir meno il fondamento costituzionale della giurisdizione del giudice tributario, con la conseguenza che l'attribuzione a tale giudice della cognizione della suddetta controversia si risolve inevitabilmente nella creazione, costituzionalmente vietata, di un "nuovo" giudice speciale.
In conclusione, secondo i giudici costituzionali, il legislatore non ha la discrezionalità di attribuire alle Commissioni Tributarie - considerate fin dalla fondamentale sentenza costituzionale 2877 1974 organi speciali di giurisdizione-tutte le controversie relative a prestazioni patrimoniali imposte che non siano tributi.
La giurisdizione tributaria può essere riconosciuta costituzionalmente legittima solo se ad essa sono devolute materie propriamente tributarie. Con sentenza 14 Maggio 2008, n. 230 il Giudice delle Leggi ha dichiarato la illegittimità costituzionale dell'art. 2, comma 1, del decreto legislativo 31 Dicembre 1992, n. 546 ( Disposizioni sul processo tributario in attuazione della delega al Governo contenuta nell'art.30 della legge 30 Dicembre 1991, n. 413), nella parte in cui attribuisce alla giurisdizione tributaria le controversie relative alle sanzioni comunque irrogate da uffici finanziari, anche laddove esse conseguano alla violazione di disposizioni non aventi natura tributaria. Non c'è dubbio, afferma la Corte, che la lettura che dell'art. 2, comma I, del d Igs. n.546 del 1992, da il diritto vivente, finisce per attribuire alla giurisdizione tributaria le controversie relative a sanzioni unicamente sulla base del mero criterio soggettivo costituito dalla natura finanziaria dell'organo competente ad irrogarle e, dunque, a prescindere dalla natura tributaria del rapporto in cui tali sanzioni ineriscono.
Essa, dunque, si pone in contrasto con l'art. 102, secondo comma, e con la VI disposizione transitoria della Costituzione, risolvendosi nella creazione di un nuovo giudice speciale.

La nozione di tributo
Secondo i criteri elaborati dalla giurisprudenza costituzionale, al fine di qualificare una controversia come tributaria è del tutto irrilevante il nomen Juris che il legislatore attribuisce ad essa.
Per definire la materia tributaria è necessario riferirsi all'art. 53 Cost. piuttosto che all'art. 23 Cost, in quanto la coattività è sì elemento essenziale del tributo, ma non distintivo.
Le controversie attinenti alla TIA non hanno natura tributaria. La " tariffa di Igiene Ambientale " è prevista dalla Direttiva 91-56 CEE (1991) Direttiva 75-442 CEE (1975)Direttiva 91-156-CEE (1991)Decreto Legislativo 22-97 (1997) Legge Regionale 25-98 ( 1998) Dpr 158/99 (1999).
La T.I.A. è disegnata come corrispettivo per la raccolta dei rifiuti domestici e di quelli cosiddetti assimilati ovvero di quelli derivanti da attività economiche, artigianali, industriali che possono essere assimilati per qualità a quelli domestici.
Soggetti passivi sono i detentori di immobili e di superfìci scoperte operative a qualsiasi uso destinate che esistono nel territorio del Comune impositore.
L'Ente territoriale, con apposito regolamento, stabilisce delle categorie a cui corrispondono delle tariffe al metroquadro.
La tariffa applicata al metro quadro sarà fissata tenendo conto della tipologia e potenziale quantità di rifiuto prodotto.
La commisurazione della tassa non è legata all'effettiva produzione di rifiuti, ma alla superficie netta calpestabile dell'immobile. Appare assai evidente che essendo tenuti a concorrere alla spesa sopportata dal Comune, per il servizio di raccolta e smaltimento, i detentori di immobili e di superfìci scoperte, è da escludere che tale corrispettivo possa qualificarsi come tributo perché non sono destinatari del medesimo, secondo la definizione dell'art. 53 della Costituzione, tutti i cittadini in ragione della loro capacità contributiva.
Pertanto è esclusa la giurisdizione della Commissione tributaria in favore del giudice ordinario e nella fattispecie di questo giudice ratione materiae valorisque.

Sul merito
I Consigli comunali, giusta il combinato disposto del DPR n. 158/1999 e dell'art. 42, lett.f, D.lgs. n. 267/00, determinano la tariffa ( art.2 DPR 158/99), approvano il piano finanziario ( art.8) e deliberano, ex art. 49.8 del Dlgs. n.22/97, la TIA.
La determinazione della tariffa di riferimento costituisce il regolamento del canone.
II principio normativo secondo cui potestà e competenza impositiva in materia di TIA sono attribuite al Consiglio Comunale è statuito dall'alt. 49.8 del Dlgs.n. 22/97.
L'art. 49, coma 8, D.Lgs. 22/97 assegna ai Comuni la competenza a istituire la tariffa relativa alla T.I.A; attribuzione prevista dall'art.32, comma 2, lettera g) della L. 142/90 che prevede la competenza in materia di istituzione e ordinamento dei tributi e di disciplina generale delle tariffe per la fruizione da parte dei cittadini di beni e servizi.
L'Ordinanza Ministeriale n. 2983/1999, istitutiva dell'Ufficio del Commissario Straordinario per l'emergenza rifiuti in Sicilia, attribuisce a quest'ultimo una competenza di carattere emergenziale mirata alla esecuzione di interventi tra i quali non può ritenersi annoverata la materia tariffaria de qua. L'ordinanza del Commissario Straordinario per l'emergenza rifiuti della Regione Sicilia n. 855 dell'8.8.20038 (Regolamento tipo per la determinazione della tariffa d'ambito provvisoria per la gestione dei rifiuti e assimilati) invero si limita a dettare soltanto il modello di regolamento al fine della istituzione della tariffa di Igiene Ambientale in sede locale.
La sentenza del T.A.R. Sicilia ( n. 2295/07 depositata il 25.10.2007) ha affermato che il Commissario Straordinario non può apportare deroghe alle previsioni del calendato art.49 D.Lgs. 22/97, malgrado la dettagliata normativa in tema di poteri derogatori attribuiti ex art. 15.
Con riferimento alla determinazione della TIA, la lettura che il Tar di Palermo, con le due sentenze n. 2290/7 e n. 2295/07, da delle disposizioni del Dlgs. n. 22/97 e del DPR n. 158/99 è che la competenza appartiene all'ente locale. Secondo il Tar, il Consiglio comunale è il legittimo ed esclusivo titolare della competenza a determinare la tariffa, finché non interverranno le modifiche predisposte dal DLgs. 152/06, "previa espressa abrogazione della tariffa di cui
ali 'art.49 DLgs.22/97e sulla base dei cr iteri fissati dal regolamento da emanarsi entro sei mesi ".
Con le richiamate sentenza, il TAR di Palermo ha altresì affermato che "nell'ambito degli ampi poteri attribuiti al Presidente della Regione-Commissario straordinario per l'emergenza rifiuti, non è dato ricomprendere quello di apportare deroghe alle previsioni normative dell'art.49 D.lgs.22/97, malgrado la dettagliata normativa in tema di poteri derogatori attribuiti ex art.15".
Non essendo stato mai approvato il regolamento, il Dlgs. 152/06, relativamente al profilo della titolarità della determinazione della tariffa, non è mai entrato in vigore.
Infine la L. n. 296/06 ha reiterato, anche per il 2007, il divieto di passaggio da Tarsu a TI A.
Nel caso di specie, il Comune di Tremestieri Etneo, nel cui territorio è ubicata la utenza de qua, non ha disciplinato i criteri generali della tariffa di riferimento né approvato il piano finanziario né fissato ex art. 49.8 D.lgs. n. 22/97 l'importo della Tia.
In mancanza di tali atti prodromici, la richiesta della somma portata dalla impugnata fattura è illegittima.
Tali disposizioni normative trovano conferma in copiosa giurisprudenza ( ex multis sent. 800/2007 Tar Toscana, Tar Sicilia sent. 2290/2007 e n. 2295/2007). Non è stata contestata e, pertanto, deve ritenersi pacifica la circostanza che il Consiglio Comunale di Tremestieri Etneo non ha istituito né regolamentato la T.I.A. per gli anni 2004-2005.
Con sentenza 196/3/08 del 10.4.2008, la Commissione Tributaria Provinciale di Catania, richiamandosi alle precitate sentenze del Tar di Palermo, ha annullato le fatture emesse dalla Simeto Ambiente S.P.A. per difetto assoluto di competenza.
Per le considerazione che precedono, la domanda è fondata e merita quindi accoglimento.
Trattandosi di questione ampiamente dibattuta, vanno compensate le spese del giudizio .

P.Q.M.
Il Giudice di Pace di Mascalucia , pronunciando nella causa civile promossa da XXX YYY contro la Simeto Ambiente S.P.A. Ato CT3 e Serit Sicilia S.P.A., in accoglimento della domanda proposta, dichiara la illegittimità della impugnata fattura e la non tenutezza al relativo pagamento.
Spese del giudizio compensate.

La presente sentenza è immediatamente esecutiva ex lege.
Così deciso, in Mascalucia, il 22-10-2008

Depositato in cancelleria
22 ottobre 2008


Il Cancelliere Rag. N. Ecora Il Giudice di Pace Avv. Antonio Zarrillo

domenica 2 novembre 2008

Informazioni utili su Tremestieri


Ufficio tributi da via Etnea al Polo tecnico
E' in corso il trasferimento dell’Ufficio tributi. Il settore che attualmente si trova nei locali di via Etnea 358 si sposterà in quelli di via Trapani (Polo tecnico). Il ricevimento del pubblico già sospeso, sarà ripreso lunedì 10 novembre nella nuova sede rispettando i normali orari di ufficio.

giovedì 9 ottobre 2008

Sulle strade ancora rifiuti

Emergenza. Situazione critica in alcune zone di Mascalucia, Tremestieri e San Giovanni la Punta
Contro l’emergenza rifiuti, continua la raccolta di immondizia sulle strade dell’hinterland etneo, a la situazione resta ancora molto difficile. Intere strade dell’hinterland sono tuttora invase dalla spazzatura e, in alcuni casi, i cumuli di rifiuti superano gli stessi cassonetti.
Nei giorni di protesta degli operatori ecologici l’immondizia si è talmente accumulata che occorreranno diversi giorni perché le strade ritornino pulite. In particolare, la situazione è insostenibile a Mascalucia, a Tremestieri e in alcune zone periferiche di San Giovanni la Punta, laddove cresce anche l’allarme igienico-sanitario.
«Bisogna far presto - lamentano alcuni residenti di Trappeto, popolosa frazione puntese - le nostre strade da giorni sono invase da sacchetti in putrefazione».
In via della Regione, nei giorni scorsi alcune persone, rimaste ignote, hanno incendiato i rifiuti accumulati per le stradee alcuni cassonetti. A Mascalucia la situazione è particolarmente critica in alcune zone, quelle con la maggior concentrazione di cassonetti, come all’ingresso della città e negli slarghi delle strade della periferia. Le piccole discariche a cielo aperto ovviamente sono in aumento e non basta l’azione repressiva adottata dalla polizia municipale per far fronte a tale fenomeno.
C’è nell’aria, comunque, grande incertezza per il futuro, nonostante sia ripreso - anche se a rilento - il servizio di raccolta da parte degli operatori ecologici. Il sindaco di Tremestieri, Nino Basile, rassicura intanto la popolazione che i rifiuti saranno eliminati in brevissimo tempo su tutto il territorio.
CARMELO DI MAURO
La Sicilia 09/10

domenica 5 ottobre 2008

Rifiuti, sospeso lo sciopero

Tremestieri. Il sindaco Basile: «Con il bilancio, pagheremo gli stipendi

Si avvia alla normalizzazione l’emergenza rifiuti sul territorio di Tremestieri Etneo. Dopo lo stato di agitazione che dura da diversi giorni, i lavoratori della ditta «Gesenu« (che fa parte del Connsorzio Simco), impresa che si occupa dello smaltimento della spazzatura, hanno sospeso lo sciopero. La ripresa dell’attività dei netturbini è stata determinata dalla promessa del sindaco, Antonino Basile, a farsi carico delle spese nei mesi a venire. «Dopo le tante riunioni che hanno coinvolto tutti i sindaci dell’Ato Simeto Ambiente e il vertice tenuto a Palermo nei giorni scorsi in presenza del direttore emergenza rifiuti e nonostante l’impossibilità da parte nostra a poter pagare perché ancora non è stato approvato il bilancio - ha dichiarato il primo cittadino - abbiamo deciso di impegnarci a liquidare noi le mensilità future, considerato che la Provincia, assieme ad altri Comuni, hanno provveduto a pagare quelle già scadute. Tengo a precisare che il nostro Comune ha versato all’Ato circa 4 milioni di euro con una vana promessa di restituzione. Ricordo questa somma è denaro sottratto ai nostri concittadini, che pagano regolarmente le tasse sui rifiuti; infatti i nostri utenti versano all’Ato la percentuale alta riferita al pagamento delle bollette e la nostra amministrazione deve ulteriormente soccombere con altre somme ». Intanto la situazione rimane indefinita. Resta la promessa da parte del presidente dell’ Ato di una convocazione cda che dovrebbe delegare la riscossione delle fatture nuovamente ai Comuni, nonché dare maggiori poteri di controllo agli stessi sul servizio svolto dalle società affidatarie (consorzio Simco). sindaci dell’hinterland restano in allerta per gli eventuali sviluppi della vicenda.

La Sicilia 05 ottobre

domenica 28 settembre 2008

Potenziata la raccolta differenziata a Canalicchio


Giorno 18/09 la sicilia ha pubblicato un trafiletto in cui rendeva noto che il comune di Tremestieri Etneo ha potenziato la raccolta differenziata, nella freazione di Canalicchio. La foto commenta da sola il risultato.

giovedì 18 settembre 2008

Canalicchio: più contenitori per la raccolta differenziata

E’ stato potenziato, a Canalicchio, il servizio di raccolta differenziata. Nei giorni scorsi il sindaco di Tremestieri, Nino Basile, ha chiesto alla ditta Gesenu, che si occupa dei servizi di nettezza urbana sul territorio comunale, di aumentare gli ecopunti. Infatti, l’impresa ha rimosso le 12 postazioni di
campane già esistenti, sostituendole con 50 nuovi contenitori più capienti (circa 110 litri), che sono stati dislocati lungo il territorio della frazione. In ogni ecopunto l’utente potrà differenziare carta (cassonetto con coperchio giallo), plastica (coperchio blu), vetro (coperchio verde) e frazione organica (coperchio marrone). L’azienda invita i cittadini a deporre i diversi materiali all’interno e non fuori del rispettivo contenitore, a schiacciare le bottiglie in plastica per ridurre il volume e a sciacquare i contenitori prima di depositarli. «E’ un primo passo verso la riqualificazione di Canalicchio - ha dichiarato Basile - Invito i nostri concittadini a rispettare le istruzioni per un regolare conferimento dei rifiuti e per il corretto svolgimento del servizio. Come
promesso seguiranno sicuramente altre iniziative, come l’istituzione di un distaccamento di vigili urbani nella centralissima via Carnazza nei prossimi giorni. A breve anche la consegna dei lavori per la riqualificazione del parco Federico II e la progettazione per il rifacimento dei marciapiedi delle vie Nizzeti e Nuovaluce».
La sicilia 18 settembre

Assegnate le deleghe

Durante l’ultima seduta del Consiglio comunale il primo cittadino Antonino Basile ha presentato il programma che intende seguire nei prossimi 5 anni. Terminata l’esposizione, la minoranza ha lasciato l’aula e si è passati alla presentazione degli assessori con le deleghe attribuite: per il dr. Pietro Cammarata, assente giustificato, medico di base, Politiche sociali, Politiche della terza età, Gestione centro diurno, Consulta degli anziani, Consulta giovani, Politiche giovanili e Consulta disabili; al dr. Carlo Maugeri medico di base, Attività e beni culturali, Informatizzazione, Rapporti con l’università, le comunità, le associazioni, le frazioni e i quartieri, Cerimoniale, Igienee sanità, Servizi demografici, Famiglia e servizi alla persona, Rapporti con il consiglio; per l’ass. Antonino Romano imprenditore, Urbanistica, Pianificazione territoriale, Prg, Edilizia economica popolare, Sportello unico dell’edilizia, Espropriazioni, Sanatoria, Manutenzione edifici pubblici, vie e piazze, Manutenzione del verde, Manutenzione pubblica, Illuminazione, Parchi urbani e Viabilità; al dr. Domenico Lo Presti, Bilancio, Politiche fiscali, Finanze e programmazione finanziaria, Tributi, Commercio, Annona, Sviluppo economico, Mercati e Impianti di manutenzione; al dr. Aldo Tringali ginecologo, Welfare comunale, Affari generali, Tempo libero, Innovazione tecnologica, Sistema informatico territoriale, Trasporti, Economato, Autoparco, Sagre e mostre, Politiche del turismo; all’ass. Vito Torrisi imprenditore, Lavori pubblici, Politiche del centro storico, Edilizia sportiva, Edilizia scolastica e Progettazioni speciali; per il dr. Rosario Condorelli funzionario camera di commercio, Affari istituzionali, Area metropolitana, Politiche attive del lavoro, Politiche comunitarie, Progetti comunitari, Ecologia, Ambiente, Pari opportunità e trasparenza, Attuazione statuto e Formazione professionale. Il sindaco ha tenuto per se, Polizia municipale, Pubblica istruzione, Personale, Politiche scolastiche, Organizzazione amministrativa, Contenzioso,
Protezione civile, Attività del decentramento della comunità di Canalicchio, Sport, Impianti sportivi, Gestione patrimonio comunale, Manifestazioni, Spettacoli grandi eventi, Cimitero e servizi cimiteriali, Servizio e ufficio stampa.
La Sicilia 17 settembre

domenica 14 settembre 2008

Cronache dal comune

Ricorso di un candidato

(c.d.m.) Il 24 settembre alle 9.30 il Consiglio della seconda sezione del Tar di Catania si riunirà per la discussione della domanda cautelare del ricorso presentato nei giorni scorsi dagli avvocati Elena Cassella ed Eleonora Gula nell’interesse di Filippo Giuffrida, candidato a consigliere comunale di Tremestieri nella lista "Vivi Tremestieri". Il 17 dicembre si svolgerà l’udienza in merito. Il ricorso è stato presentato per l’annullamento e la correzione previa sospensione del verbale 74 del 25 maggio scorso con cui la commissione elettorale di Mascalucia ha deciso di confermare l’esclusione della lista civica "Vivi Tremestieri" dalle elezioni.
La Sicilia 14/09/08

domenica 3 agosto 2008

Elezione Presidenza del Consiglio Comunale

Ieri il Consiglio comunale ha eletto presidente Santi Rando (Mpa) e vicepresidente Francesco Fazio (Pd). La maggioranza acquista quindi l’appoggio dei due consiglieri di sinistra che con l’elezione del vicepresidente sono ufficialmente entrati nel governo della città. Questo l’assetto politico in Consiglio: la maggioranza è formata da Santi Rando, Giancarlo Torre, Francesco Gentile, Salvatore Grimaldi, Alessandro Zinna (Mpa); Venera Tomaselli e Stefano Ferlito (Udc); Francesco Fazio e Paolo Famà (Pd); Sebastiano di Stefano, Biagio Torrisi e Sergio Fontana (Azzurri per tremestieri); Giuseppe Di Gregorio e Adolfo Scordia (Movimento progresso e sviluppo).
L’opposizione è composta da Marco Costa, Ferdinando Smecca, Antonio Valentino Furnari, Orazio Massimiliano Porto (Pdl); Santo Nicosia (Ama tremestieri); Alessandro Talbot (Tremestieri Etneo per la libertà). Il presidente Rando è stato eletto con 13 voti, sei sono andati al consigliere Marco Costa (Pdl), 19 su 20 i votanti. Anche il vicepresidente Fazio ha ottenuto 13 preferenze; 6 al consigliere d’opposizione Alessandro Talbot (Tremestieri per la libertà), una scheda nulla, 20 su 20 i votanti. Con emozione il neopresidente Rando, che ha ottenuto in campagna elettorale 590 voti, nel suo discorso ha ringraziato il consesso per la fiducia e ha dichiarato: "Sarò il presidente di tutti, sono già pronto a lavorare per portare avanti i programmi definiti in campagna elettorale. Sicuramente non sarà tutto facile, ma con l’impegno dei consiglieri compresa la minoranza lavoreremo per offrire ai nostri concittadini qualità dei servizi, trasparenza e tempestività.
Chiedo alla minoranza di vigilare sul nostro operato per proporre un’opposizione costruttiva basata su dialogo e collaborazione". Stesa emozione nel discorso del vicepresidente Fazio - "Mi impegnerò tenacemente per lavorare nell’interesse dei cittadini affinché si possano raggiungere gli obiettivi fissati nel programma dell’amministrazione comunale che riguardano principalmente l’ambiente e i servizi sociali. Ringrazio i colleghi che hanno posto in me la fiducia permettendomi di fare questa esperienza. Sicuramente il mio intento sarà quello di lavorare in perfetta sinergia
con il presidente e con l’esecutivo comunale". "Ho accolto con gioia l’ingresso dei consiglieri di sinistra all’interno della maggioranza - ha dichiarato il primo cittadino - già in campagna elettorale mi avevano sostenuto su basi di fiducia, amicizia e stima. Saremo una unica squadra che rappresenterà gli interessi dei tremestieresi e cercheremo di migliorare la qualità della vita programmando nel nostro territorio crescita economica e sviluppo sociale". I sei consiglieri della minoranza hanno dichiarato che "rispettosi del mandato ricevuto dagli elettori vigileranno e controlleranno l’operato di questa amministrazione, augurando a quest’ultima di poter mantenere nel corso di questi anni la stessa compattezza dimostrata oggi".
La sicilia 02 Agosto 2008

martedì 29 luglio 2008

Prima seduta del Consiglio comunale

Fumata nera per l’elezione del presidente e del vice presidente nella prima seduta del nuovo Consiglio comunale di Tremestieri. Non è stato, infatti, trovato l’accordo sui nomi E’ stato Santi Rando, il consigliere più votato alle ultime elezioni, a presiedere la seduta inaugurale. Sono stati, quindi, espletati solo quattro dei sette punti all’ordine del giorno: il giuramento dei consiglieri, la loro convalida, mentre non sono state effettuate surroghe e tutti i consiglieri sono stati considerati compatibili.
Soddisfatto dell’andamento dei lavori, il sindaco Basile ha dichiarato: «Il rinvio dell’elezione del presidente e del vice presidente del Consiglio comunale è dovuto a una concertazione con tutte le forze politiche locali affinché la città di Tremestieri Etneo abbia un Consiglio coordinato dalle figure del presidente e del vice presidente in grado di garantire per tutti i cinque anni governabilità trasparenza ed efficienza».
Dopo due ore circa il Consiglio ha chiuso i lavori rimandando a venerdì 1 agosto alle ore 10 l’elezione del presidente e del vice presidente, oltre al giuramento del sindaco. Molti i volti nuovi (9 consiglieri su 20), che si sono avvicendati per il rituale giuramento seguiti da una buona parte di «veterani», riconfermati a rappresentare i cittadini di Tremestieri. Tutti presenti, tranne il consigliere Orazio Massimiliano Porto, che aveva preannunciato la sua assenza, ma giurerà nella prossima seduta. Il Consiglio comunale di Tremestieri Etneo è così composto: Santi Rando (Mpa), Francesco Gentile (Mpa), Giancarlo Torre (Mpa), Salvatore Grimaldi (Mpa), Alessandro Zinna (Mpa), Marco Costa (Pdl), Antonio Valentino Furnari (Pdl), Orazio Massimiliano Porto (Pdl), Ferdinando Smecca (Pdl), Stefano Ferlito (Udc), Venera Tomaselli (Udc), Paolo Famà (Pd), Francesco Fazio (Pd), Giuseppe Di Gregorio (Movimento progresso e sviluppo), Adolfo Scordia (Movimento progresso e sviluppo), Sergio Fontana (Azzurri per Tremestieri), Sebastiano Di Stefano (Azzurri per Tremestieri), Biagio Torrisi (Azzurri per Tremestieri), Santo Nicosia (Ama Tremestieri), Alessandro Talbot (Forza Tremestieri).
La Sicilia 29 luglio 2008

sabato 19 luglio 2008

Indagato ex sindaco Salvatore Giuffrida


Concluse le indagini preliminari condotte, su direttive della Procura della repubblica, dalla Guardia di Finanza di Catania nei confronti dell’ex Sindaco del Comune di Tremestieri Etneo per peculato e corruzione elettorale e nei confronti di alcuni consiglieri comunali dello stesso comune per abuso d’ufficio. All’esito di lunghe e complesse indagini condotte dai Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria e della Sezione di Polizia Giudiziaria della locale Procura Distrettuale della Repubblica, coordinati dai P.M. Antonino Fanara ed Andrea Bonomo, ad alcuni consiglieri del Comune di Tremestieri Etneo è stato contestato il delitto di abuso d’ufficio commesso nell’anno 2006, mentre al Sindaco del medesimo Comune sono stati contestati i delitti di peculato e corruzione elettorale commessi sempre nell’anno 2006.
In particolare, a quattro consiglieri comunali è stata contestata la mancata astensione in occasione di delibere aventi ad oggetto il P.R.G. di Tremestieri Etneo, in quanto si sono raccolte delle prove che gli stessi votarono la modifica al P.R.G., rendendo così edificabili o maggiormente edificabili terreni propri o di propri congiunti. In tale modo, quindi, gli stessi abusarono dei poteri inerenti la loro funzione per ottenere, per se o per propri parenti, rilevanti vantaggi patrimoniali a discapito dell’interesse pubblico in un settore rilevante come quello della edificabilità dei suoli.
All’ex Sindaco Salvatore Giuffrida, all’epoca anche candidato alle elezioni regionali, è stata, invece, contestata la violazione del DPR 570/1960 che prevede una sanzione penale per chi, al fine di ottenere voti elettorali, fa ai cittadini delle promesse, quali l’offerta di posti di lavoro, o dà, in cambio della promessa del voto, altre utilità, come ad esempio la regalia di buoni di benzina. Allo stesso, poi, è stato anche contestato il grave delitto di peculato per aver utilizzato rilevante traffico telefonico pagato dal Comune per fini privati, ossia per promuovere la propria campagna elettorale in occasione delle citate elezioni regionali tenutesi nella primavera del 2006. Tali delitti contro la Pubblica Amministrazione sono stati contestati nell’avviso di conclusione delle indagini notificato agli indagati e prevedono pene sia detentive che interdittive.


04 luglio
CataniaOggi