giovedì 7 maggio 2009

Che fine ha fatto la stazione di polizia municipale di Canalicchio?

Uno dei punti del nostro programma elettorale era l'istituzione di una stazione di polizia municipale a Canalicchio. L'attuale amministrazione aveva recepito questo punto ed ha individuato un locale attiguo all'ufficio postale di Largo Carnazza. L'ubicazione è ottimale in quanto può garantire un certo grado di sicurezza agli anziani che riscuotono la pensione alla posta. Tuttavia sebbene il locale sia stato individuato, della polizia municipale ancora non vi è traccia. Quanto dovremo ancora apettare?

lunedì 4 maggio 2009

Rifiuti: dal Comune vogliamo fatti non parole

Il consiglio comunale di Gravina ha approvato un emendamento di indirizzo in relazione all’Ato 3. I punti salienti di questo emendamento sono i seguenti:

Immediata adozione di provvedimenti normativi per l’abolizione degli ATO
La raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani è di competenza dei comuni
La riscossione della TIA deve essere fatta direttamente dai comuni
Il pagamento della tariffa TIA 2008 deve essere dilazionato e/o deve essere differito la scadenza della stessa a causa dell’elevato aumento rispetto a quelle degli anni precedenti.

A nostro avviso, ad eccezione del punto 4 su cui deve essere fatto un ragionamento a se stante, questo emendamento deliberato dal Consiglio comunale di Gravina, sebbene sia un emendamento di indirizzo, può essere un punto di partenza accettabile ed i cui principi potrebbero essere un punto di partenza anche per un ragionamento su ATO, TIA e smaltimento dei rifiuti, nel nostro comune. Escludendo appunto l’eccessivo onere a carico dei contribuenti che deve essere rivisto anche in funzione alla bocciatura delle tariffe TIA da parte della CGA che ha reintrodotto le tariffe del 2003.
A tal proposito si consideri anche l’abolizione delle tariffe TIA da parte del comune di Mascalcia che ha reintrodotta la TARSU direttamente fissata e riscossa dal comune.
Coerentemente al nostro programma, in cui si ipotizzava anche la possibilità di fuoriuscita dall’ATO, riteniamo che debba essere ripensato il sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Ciò può passare attraverso l’abolizione degli ATO e l’istituzione di consorzi di comuni che volontariamente si associano per l’ottimizzazione della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti, mantenendo ai comuni la titolarità di raccolta e emissione della tariffa.
Tuttavia questo non può essere fatto indipendentemente da un sistema di raccolta differenziata ben organizzato con incentivazioni anche economiche e con una fruizione del servizio a disposizione di tutti i cittadini (es. raccolta porta a porta). Il comune di Tremestieri ha fatto timidi passi istituendo i contenitori per i rifiuti organici e per il cartone, ma il servizio dovrebbe essere notevolmente migliorato ed ampliato. Il Sindaco ed il Consiglio comunale hanno preso un chiaro impegno con la cittadinanza. Siamo in attesa di vedere i fatti concreti.

Referendum, un passpartout verso il regime

A questo punto il tema del referendum elettorale ha cambiato di segno. Se poteva apparire, all'origine, un tentativo di rompere con l'attuale sistema -il famigeratissimo ‘porcellum'- ora ha assunto ben altre sembianze. Quelle di uno strumento (potenziale, certo, ma non irrealistico) per legittimare alle prossime urne politiche (all'uopo anticipate) un regime autoritario. E, infatti, il partito che prendesse la maggioranza relativa otterrebbe il 55% dei seggi. Berlusconi ha fatto rapidamente sapere che andrà a votare, eccome, non ritenendosi ingenuo o misericordioso. Quanto a rivedere la legge attuale, Cicchitto e altri sono accorsi a rispondere a chi riteneva (e ritiene) inevitabile cambiare il ‘porcellum' dopo l'ipotetico successo del sì: il referendum opera chirurgicamente sulle norme e si applica immediatamente. Un bel servito alla Lega, che sbraita contro, ma che con la secca presa di posizione del Pdl si trova indebolita e spiazzata.
E' doveroso ora prendere in esame le novità, il nuovo contesto, rivedendo l'originaria propensione di tanti (a partire dalla grande maggioranza del Partito democratico) per il sì, visto come grimaldello per la riforma. Mentre quella speranza si è rapidamente rovesciata nel suo contrario. Il sì ha perduto il suo significato.
Cambiare opinione non vuol dire venir meno alla necessità di mettere in campo un progetto di legge elettorale, in grado di riconsegnare ai cittadini il diritto di scelta oggi negato, con le ‘nomine' dall'alto dei parlamentari. Per questo, però, è indispensabile ridiscutere e scegliere di battersi contro il referendum, per evitare il peggio.
Siamo in una situazione molto delicata e già molte delle strutture democratiche sono indebolite. In presenza di un concreto e quotidiano rischio autoritario condito di populismo elettronico, l'incentivo referendario può divenire il moltiplicatore decisivo. Purtroppo. Ci si pensi finché si è in tempo. La nascita e la crescita di un regime avviene storicamente -pur con le dovute differenze- mediante sequenze apparentemente isolate o casuali di atti. Dopo la storia è chiara nella sua sintesi, quando è tardi per intervenire. John Ford diceva che quando nelle prime scene di un film viene inquadrato un fucile, prima o poi sparerà.
Aprile on line
Vincenzo Vita, 02 maggio 2009

domenica 3 maggio 2009

Bossi: legge elettorale con chi ci sta

Il referendum rischia di far esplodere un caso politico nella maggioranza. Umberto Bossi non si fida di Berlusconi, teme che il premier possa utilizzare il sì per fare del Pdl il partito "pigliatutto" e allora decide di correre ai ripari. Oggi, all'inaugurazione della sede allargata della Lega Nord a Gemonio, il leader del Carrocci ha annunciato che che il suo partito sta lavorando a una proposta di legge elettorale da far approvare con "chi ci sta": E a questo proposito ha definito "positive" le apertura del Pd a un lavoro comune sulla legge elettorale, ripetendo ancora una volta la sua contrarietà alla consultazione fissata per il 21 giugno. "Stiamo già pensando a una legge elettorale, perché non ci presenteremo a mani vuote - ha spiegato -. Il compito è stato dato a Calderoli e Maroni. Come fa la sinistra - ha aggiunto - a far votare sì? Se vota sì Berlusconi vince sempre le elezioni". La scelta leghista viene motivata da "ragioni di democrazia e anche dall'interesse di partito. "Sono convinto che certe leggi vadano fatte democraticamente in parlamento, non inventandosi un referendum che la gente non capisce. Abbiamo deciso di iniziare a scrivere la legge - ha concluso -, la faremo girare e la faremo con chi ci sta". Nel Pd, intanto Enrico Letta chiede di ripensare la scelta referendaria. "Se il premier confermerà che non vuole cambiare la legge elettorale dopo un'eventuale vittoria del sì, allora dovremo rivedere la nostra posizione e adeguare la strategia al tentativo di Berlusconi di truccare la carte».
L'Unità 03 maggio 2009

Allarme per la 'questione operaia'

Gli operai votano a destra. Non è una novità assoluta: il "sorpasso" era già avvenuto alle elezioni dello scorso anno quando per il 31,6 per cento scelsero il Pdl e per il 28,3 il Pd. Ma adesso la situazione - stando almeno all'ultimo sondaggio Ipsos pubblicato oggi dal Sole 24 ore - è diventata drammatica. Il voto operaio di destra "doppia" infatti quello democratico: 43,4 per cento contro il 22,4.Dai rilevamenti Ipsos c'è più di un motivo di allarme per il Pd e il centrosinistra. Pdl e Lega supererebbero assieme la soglia del 50 per cento: 40 per il partito del premier, 10,3 per quello di Bossi. Il Partito Democratico si attesterebbe al 26,2 per cento, Di Pietro al 9, l'Udc sale a 6 per cento, mentre il duello nella sinistra radicale vedrebbe avanti Rifondazione-Pdci col 3,5 rispetto al 2,5 di Sinistra e Libertà.Tra le categorie sociali, il Pd "mantiene" solo gli studenti (33,3 per cento, contro il 31,3 del Pdl) e gli impiegati e insegnanti (29,2 contro il 28,8). Per quanto riguarda il sesso la maggioranza dei suoi elettori sono donne, così come accade - e ancora più marcatamente - per il Pdl. Il partito di Berlusconi è in maggioranza tra le professioni elevate, i lavoratori autonomi (addirittura il 57,2 contro il 15,1), le casalinghe (50 a 20,2) e addirittura tra pensionati (38,7 a 33,4) e disoccupati (39,8 a 19,3).
L'Unità 03 maggio 2009