domenica 12 luglio 2009

Prendiamo in mano il partito

Prendo spunto dall'intervista rilasciata oggi da Bersani all'Unità per parlare della situazione dei circoli del Partito Democratico ed in particolare di quello di Tremestieri Etneo, realtà che io conosco, pur non essendo ancora iscritto al Partito (ho richiesto la tessera).
In particolare mi soffermo sulla parte in cui Bersani sostiene che non è stato dato spazio agli iscritti preferendo gli elettori delle primarie. In realtà le primaarie possono sembrare (e per certi versi lo sono) una grande espressione di democrazia, ma possono anche essere la negazione della democrazia. Infatti le primarie vengono fatte per avallare scelte di candidati prese in alto e mai per un programma, una proposta, una piattaforma. Inoltre, le primarie possono ben scatenare la macchina elettorale di tanti ex-dc maestri nel voto clientelare.
Ricordo una sezione dei DS che era piena di compagni attivi, impegnati, motivati ed appassionati di politica. Ho lasciato quel partito con tristezza, perchè ho dovuto abbandonare quelle persone, quei compagni che, malgrado le diverse scelte erano tanto simili a me. Ho avuto il piacere di ritornare a lavorare con loro, gomito a gomito, durante la campagna per il rinnovo del consiglio comunale e del sindaco dell'anno scorso. I "vecchi" compagni DS erano li combattivi, agguerriti, motivati e pieni di risorse politiche ed umane. Continuavano a mettere in gioco se stessi per una causa comune.
A poco a poco questi compagni si sono però defilati nell'arco dell'ultimo anno. Il PD infatti ha deciso che il loro contributo (il nostro dal momento che sto tornando tra i miei vecchi compagni) era superfluo che le scelte devono essere fatte altrove, scavalcando, anzi ignorando la sezione... altro che democrazia.
Ma io che sono uscito dai DS quando questo partito si sciolse nel PD, io che "rientro", non mi sento di militare senza di loro. Ritengo che queste risorse debbano essere recuperate. A questi compagni io vorrei dire: riprendiamoci il partito e torniamo ad esercitare la democrazia nelle nostre sedi. Abbiamo l'opportunità di cancellare il partito veltroniano virtuale e di ricreare un vero partito in cui militare, confrontarsi, fare politica. Cari compagni questa può essere un'opportunità da non perdere. Il nostro territorio e l'Italia hanno bisogno di idee di sinistra, di politiche di sinistra, di gente che non pensa solo alla poltrona.
Riprendiamoci il partito: siamo in tanti. La lotta per un mondo diverso deve continuare...

Caro Beppe Grillo, avresti fatto meglio a rimanere un comico

Caro Beppe Grillo,
ad essere sincero, non sempre mi piacevi quando facevi il comico, ma indubbiamente quello è il tuo lavoro, hai stoffa e lo sai fare. Ma quando un comico inizia a fare politica, utilizzando i mezzi dello spettacolo allora diventa un triste personaggio. Che squallore in questa Italia in cui i cavalieri (caimani-sultani) vengono fronteggiati dai comici (e non dimentichiamolo caro Beppe che tu sei un comico di provenieza destrorsa).
Che distanza dalla classe e dalla seria scrupolosità di Bersani.

sabato 11 luglio 2009

Abbiamo bisogno di costruire un partito alternativa alla destra e con un moderno programma di sinistra plurale

"Abbiamo bisogno di costruire un partito vero e radicato, in cui gli iscritti contino sul serio, un partito con una chiara visione dell’Italia, alternativa alla destra, con un moderno programma di sinistra plurale che nasce dall’Ulivo, e un modello di sviluppo alternativo a quello che è andato in crisi. Un partito in grado di ricostruire una coalizione di centrosinistra, di superare un’idea della politica giocata sul rapporto tra leader e popolo".
A pronunciare queste parole non è un leader della sinistra radicale, ma Rosy Bindi che continua sostenendo: "Pierluigi Bersani è la persona giusta per farlo".
La pasionaria del PD, in poche, semplici parole, ha descritto ciò che dovrà avvenire all'interno del Partito Democratico e all'interno del centro-sinistra. Pena la totale perdita di consenso e l'abbandono del Paese alla destra. Nè Franceschini nè Marino possono fare approdare il PD al governo di questo Paese ed il primo è appoggiato da una serie di burocrati con visioni tra loro diverse e contraddittorie (dal destrismo clericale di Rutelli all'antipolitica veltroniana al cattolicesimo democratico di Marini...). Quanto a Marino, personalmente apprezzo le sue posizioni sulla bioetica e la laicità ma non credo che abbia una visione globale della politica ed il PD non può cero essere un partito monotematico.
Bersani, a mio avviso, oltre ad avere un'impostazione di sinistra necessaria al cambiamento di questa dissestata Italia, ha in mente un'idea concreta di partito (vero e non virtuale), un radicamento alla tradizione politica e culturale progressista e la capacità di governo (dimostrata nella guida dei dicasteri a lui assegnati in passato). Infine ha chiaro in mente un concetto che è mancato del tutto a Veltroni: per governare bisogna stringere delle alleanze e la vocazione maggioritaria è stato solo autistico isolamento.
Veltroni voleva annettersi gli elettori della sinistra e poi magari allearsi con l'UDC. Ma la strada non può essere questa. Se oggi nel PD c'è una speranza questa è incarnata dalla politica proposta da Bersani. Il resto sono costrutti inconsistenti e perdenti.

domenica 5 luglio 2009

Bravo D’Alema: riprendiamo a fare politica

Con la scesa in campo di Bersani e poi di Franceschini, inizia ufficialmente il congresso del Partito Democratico. Massimo D’Alema, come è noto, sosterrà il primo, mentre altri esponenti del partito, provenienti dai DS (veltroni, Fassino) si schierano con Franceschini. Contemporaneamente, a sinstra del PD, dovrebbe nascere (ma dopo le vicende degli ultimi due anni il condizionale è d’obbligo) il partito della sinistra. Se devo dire la mia, mi auguro che Bersani vinca il congresso e che nasca il partito di sinistra e libertà (e che esso si schieri senza remore ed ambiguità per un’alleanza organica del centro-sinistra). D’Alema, sponsor e ispiratore della politica di Bersani, sostiene (a mio avviso a ragione) che il bipartitismo non è patrimonio della struttura politica italiana e che bisogna superare l’infausta e rovinosa idea della vocazione maggioritaria del PD (che in pratica vuole dire fare da solo). D’Alema sostiene che il PD ha sbagliato l’impostazione datasi, cioè che ha avallato la cultura antipolitica congeniale a Berlusconi. Anche questo è vero e ciò ha determinato l’insuccesso del Partito nelle recenti tornate elettorali.
E’ giunto il momento di tornare a parlare di politica ed a fare politica. Il centro sinistra è in movimento. Personalmente spero che si possa tornare ad un nuovo centro-sinistra, ma che sia fondato su basi rinnovate ed in cui Pd, SeL e IdV abbiano un rapporto politico leale, unitario. Spero che tale alleanza (corro troppo se ipotizzo una federazione tra queste forze?) possa essere il nucleo per aggregare altre forze che ne vogliano condividere i programmi di governo; penso in primo luogo ai comunisti ed ai radicali.
Infine, spero che il nuovo centro sinistra abbia un chiaro disegno riformatore con forti contenuti di sinistra che possa cambiare nei fatti questo nostro disastrato Paese.
Non so se tutto ciò avverrà, ma affinchè tale processo si possa avviare è fondamentale che Bersani diventi il nuovo segretario del PD. Per questi motivi io sto con Bersani.

Tensione in Honduras dopo il golpe

A poche ore dall’arrivo a Tegucigalpa, annunciato da giorni, del presidente legittimo della Repubblica dell’Honduras, Mel Zelaya, il Ministro degli Esteri della giunta golpista, Enrique Ortiz, ha annunciato di aver dato ordine di non permettere all’aereo di atterrare in territorio honduregno.
Sull’aereo viaggiano quattro capi di stato e secondo alcune fonti sarebbe scortato da aerei della forza aerea brasiliana. Oltre a quello honduregno sono stati annunciati a bordo Cristina Fernández de Kirchner, argentina, Rafael Correa, ecuadoriano e Fernando Lugo, paraguayano.
Il cancelliere (ministro degli esteri) golpista ha quindi usato parole di minaccia ed ha incolpato delle conseguenze di un eventuale incidente l’Organizzazione degli Stati Americani: “Non vorremmo che per il capriccio dell’OSA finisca per morire qualche presidente o cittadini honduregni innocenti”.
Intanto la chiesa locale invece di condannare il golpe invita Mel Zelaya a non tornare considerando responsabile di un eventuale bagno di sangue. Nel frattempo migliaia, forse decine di migliaia di persone si starebbero recando all’aeroporto internazionale di Toncontín per accogliere il presidente legittimo.