venerdì 30 gennaio 2009

Simeto ambiente, accordo con Serit sblocca gli stipendi

CATANIA – Via libera all’anticipazione finanziaria in favore dell’Ato rifiuti CT3, da parte della Serit Sicilia, per pagare gli stipendi dei lavoratori. L'accordo è stato raggiunto questa mattina al termine della riunione in prefettura. La Serit anticiperà 2 milioni di euro sulle riscossioni della TIA e provvederà ad effettuare i bonifici direttamente alle ditte che effettuano il servizio di raccolta e conferimento in discarica dei rifiuti.Soddisfazione e apprezzamento è stato espresso dal presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, e dall'assessore regionale al Territorio e Ambiente, Pippo Sorbello, che a nome del governo, hanno ringraziato il prefetto di Catania, Giovanni Finazzo e il vice prefetto Angelo Sinesio per la mediazione, oltre ai vertici della Serit Sicilia.“Esprimo la grande soddisfazione del governo della Regione - afferma Lombardo - per l'accordo trovato stamani che permetterà la ripresa della raccolta dei rifiuti nei comuni della provincia di Catania. Un plauso al prefetto Finazzo e al dott. Sinesio, alla Serit Sicilia e alla Simeto Ambiente per aver ricercato e trovato un punto d'incontro favorevole a sbloccare la situazione”.“L'accordo trovato in prefettura - dice Sorbello - permetterà la ripresa della raccolta dei rifiuti anche nei comuni di Misterbianco, Paterno' e Santa Maria di Licodia, in provincia di Catania. L'approvazione in commissione del disegno di legge di riordino degli ATO - prosegue Sorbello - che individua le modalità operative per razionalizzare il sistema dei rifiuti in Sicilia, rappresenta un significativo passo in avanti nella strada già tracciata dal governo. Nei prossimi giorni - conclude Sorbello - valuteremo l’opportunità di insediare una task force tecnica in grado di gestire l’emergenza fino all’approvazione della legge e alla sua piena applicazione”.La Serit Sicilia al termine della riunione in prefettura ha dato mandato ai propri uffici di cominciare ad effettuare i bonifici direttamente alle ditte per pagare gli stipendi dei lavoratori che ricominceranno ad effettuare il servizio di raccolta dei rifiuti.
Sicilia Today
gennaio

domenica 25 gennaio 2009

CAMPAGNA "S.O.S. Palestina" " Raccolta Nazionale di Fondi per i bambini e le bambine di Gaza".

Riceviamo e pubblichiamo:


Promossa dal CIEP- Comitato Internazionale Educazione per la Pace
Davanti alla follia aggressiva di Israele nei territori di Gaza dove muoiono ingiustamente esseri umani, la cui unica colpa è quella di essere palestinesi, condannati da decenni a vivere in condizioni disumane e a non avere uno Stato, così come voluto dal proprio popolo e dalla comunità internazionale, le nostre coscienze si ribellano e danno vita alla Campagna Nazionale “S.O.S. Palestina” per sensibilizzare i cittadini italiani e promuovere una raccolta di fondi per i bambini e le bambine di Gaza.
Nonostante gli appelli dei movimenti contro la guerra, l’intervento dell’esercito israeliano è avvenuto come da tempo pianificato. L’aggressione militare si sta trasformando in un vero e proprio genocidio della popolazione di Gaza, e come sempre il prezzo più alto è pagato dai bambini e dalle bambine che muoiono a causa dei bombardamenti o impazziscono per il terrore.
Al tal fine istituiamo un Comitato di Garanti il cui compito è quello di promuovere la raccolta dei fondi (conto corrente postale, banchetti, cene di solidarietà, incontri, ecc.) e di gestire la fase operativa per l’invio degli stessi a idonee strutture umanitarie presenti nei territori di Gaza.

Comitato dei Garanti

Angelo Baracca (Prof di fisica nucleare, Università di Firenze) Maria Jose Caldes Pinilla ( Medico, Osservatorio Italiano sulla Salute Globale) Paola Canarutto (Internista , Ospedale San Giovanni Bosco di Torino) Hilarion Capucci (Arcivescovo Emerito di Gerusalemme in esilio) Sergio Cararo(Forum Palestina) Massimo De Santi (Fisico, Pres. Comitato Internazionale di Educazione per la Pace) Manlio Dinucci (Giornalista e Geografo) Ada Donno (Pres. Donne del Mediterraneo, Sezione Italiana) Elzir Ezzidin (Responsabile Culturale Comunità Palestinese di Toscana) Giorgio Forti (Prof. Emerito alla Facoltà di Scienze, Università di Milano) Mariano Mingarelli (Associazione di Amicizia Italo-Palestinese) Giorgio Parisi (Prof di fisica, UniRoma1) Roberto Passini (Avvocato, Comitato Difesa Costituzione) Antonia Sani (Pres. Wilpf Italia, Lega Internazionale Donne per la Pace e la Libertà).

Con l’appoggio di Alex Zanotelli


I CONTRIBUTI SI INVIANO SUL CONTO BANCARIO
DELL’ASSOCIAZIONE DI AMICIZIA ITALO-PALESTINESE ONLUS


CAUSALE: “EMERGENZA BAMBINI GAZA”
CONTO CORRENTE BANCARIO
MONTE DEI PASCHI DI SIENA AGENZIA N.3 FIRENZE
CODICE IBAN : IT65X0103002803OOOOO1807989
I CONTRIBUTI SONO DETRAIBILI DALLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI


Per informazioni o contatti: Massimo De Santi, e-mail:maxcosmico@alice.it , Cell. 338.1337573
Mariano Mingarelli, e-mail: mariano.mingarelli@tiscali.it, Cell. 340.5090916
Diffusione a cura del Comitato catanese di solidarietà con il popolo palestinese

Epifani: «Ci hanno colpito, risponderemo»

Il j’accuse di Guglielmo Epifani arriva al termine di una riunione fiume con i segretari delle categorie e quelli dei territori. E ce n’è per tutti. Per il governo, che ha «deliberatamente cercato la rottura», per la Confindustria che «ha una responsabilità diretta ed esplicita», per Cisl e Uil «perché mai la Cgil avrebbe firmato un accordo sulle regole senza di loro. Mai». Invece Cisl e Uil e tutti gli altri hanno firmato. Perché la Cgil no? «Perché è stato un prendere o lasciare su un testo che non può essere condiviso. Restringe la contrattazione, quella nazionale è fortemente depotenziata in tutti i suoi aspetti; quella aziendale non viene estesa. Il testo contiene un principio di derogabilità ai principi generali che può rendere inesigibili le norme del contratto nazionale. A livello nazionale si procede, strutturalmente, a una riduzione del potere d’acquisto. E non abbiamo firmato perché c’è una norma sul diritto di sciopero assolutamente inaccettabile in quanto le parti dovrebbero stabilire che solo chi rappresenta la maggioranza ha la possibilità di proclamare gli scioperi. Messo così non è un tema delle parti sociali, il diritto di sciopero è garantito dalla Costituzione. È un terreno improprio e pericoloso, una forzatura voluta dal ministro Sacconi. C’è poi l’estensione abnorme della bilateralità. Lei ha parlato della nascita di una casta...«Estesa impropriamente la bilateralità rischia di creare una casta di burocrati, del sindacato e delle imprese». Si aspettava questa accelerazione?«Doveva essere una riunione per discutere dei provvedimenti contro la crisi, invece contro la crisi non è stato proposto nulla ed è finita con un accordo separato sui contratti. È il segno di una scelta deliberata, profondamente sbagliata e che porterà un sacco di problemi». La presidente di Confindustria dice che la porta è sempre aperta.«Ho letto dichiarazioni di Emma Marcegaglia assolutamente incomprensibili. Voglio dire che non è stata la Confindustria a tentare di convincere la Cgil, ma è stata la Cgil a fare l’estremo tentativo chiedendo alla Marcegaglia una disponibilità a discutere sui punti di disaccordo. È stato un senso di responsabilità mantenuto fino all’ultimo dalla Cgil e che si è scontrato con il no della Marcegaglia, la quale ha una responsabilità diretta ed esplicita in questa vicenda, cosa che mai mi sarei aspettato. Come le ho detto la Cgil e Confindustria sono i soggetti fondamentali, anche se non unici, del sistema delle relazioni industriali del Paese e dovrebbero avere tra di loro attenzione e responsabilità reciproca. Cosa che non ho trovato». Forse perché Confindustria con l’accordo porta a casa un bel po’ di cose.«Porta a casa un credito verso il governo, un indebolimento del sindacato, una restrizione degli spazi collettivi di contrattazione, una bassa politica salariale del contratto nazionale. Ma non la cosa più importante: regole condivise. Questa assenza determinerà incertezza permanente nei rapporti, a tutti i livelli. E creerà un problema in più alle imprese, dappertutto». La leader degli industriali dice che lei, Epifani, pensa ad altro, alle elezioni europee. Che cosa risponde? «Che dovrebbe chiedere scusa se è una persona onesta. Anzi, avrebbe già dovuto farlo».Al movimento sindacale restano invece un bel po’ di cocci.«Cocci, esattamente. Resta soprattutto un punto, che per noi questa volta è risolutivo nei rapporti con Cisl e Uil, perché la Cgil non avrebbe mai firmato un accordo sulle regole generali senza Cisl e Uil, mai. Non lo avrebbe concepito. Com’è possibile che quello che per la Cgil è impensabile per gli altri lo è? Non mi si dica che c’è un problema di merito perché c’è sempre un problema di merito tra tre organizzazioni». Ora che cosa farà la Cgil? «Sono problemi grandi e destinati a durare quindi faremo ponderatamente le nostre scelte. Apriremo discussioni nei luoghi di lavoro e chiediamo di farlo unitariamente, e chiederemo ai lavoratori di esprimersi democraticamente. Lo facemmo anche nel ‘93. E una sfida democratica cui nessuno può sottrarsi, se no vuol dire che si ha paura di quello che si è firmato. E risponderemo con una iniziativa di lotta specifica che deciderà il direttivo, ferme restando le iniziative programmate». Il Pd si è diviso, solo una parte vi sostiene. L’amareggia? «Abbiamo provato fino all’ultimo a fare l’accordo, non si è voluto trovarlo per responsabilità di governo e Confindustria. È evidente che un partito che ha dentro di sé diverse anime e culture possa avere opinioni diverse. Mi piacerebbe che tutto il Pd chiedesse a tutto il sindacato di affrontare un percorso democratico affidando la risoluzione al voto dei lavoratori. Sarebbe un messaggio verso la direzione giusta».
L'unità
Felicia Masocco
24 gennaio 2009

Crisi e lavoro


Francobollo