domenica 8 febbraio 2009


NO ALL'INTEGRALISMO

"E' angosciosa la guerra meschina dell'integralismo cattolico che restringe la vita a quella dei nascituri e dei morituri e molto meno si occupa della vita di chi vive"
Massimo D'Alema
L'Unità 7 febbraio 2009

Siamo col Presidente della Repubblica

Per la prima volta nella vita di questa Repubblica libera, democratica e garantita dalla Costituzione il potere esecutivo, per iniziativa del presidente del Consiglio, ha deciso di abolire una sentenza legittima, definitiva, non modificabile della giurisdizione italiana al suo più alto livello.Il Capo dello Stato ha fatto sapere al governo che l’atto sarebbe stato incostituzionale, e ciò per ragioni obiettive, palesi, verificabili nella nostra Costituzione e tipiche di ogni ordinamento democratico. Il governo ha deciso di ignorare l’obiezione. Il presidente della Repubblica, in nome della Costituzione di cui è garante, non ha firmato il decreto del governo. Ciò determina una situazione senza precedenti nella vita giuridica e politica italiana.Il governo Berlusconi ha deciso di aggravarla annunciando che, in luogo del decreto, presenterà una legge, chiedendo al Parlamento di votarla subito. La legge, anche se approvata, avrà la stessa natura anti-costituzionale del decreto. Tutto ciò su una materia immensamente delicata come la condizione di Eluana Englaro , con una violenta invasione di campo nel dolore di una famiglia e nei diritti civili delle persone coinvolte.Sentiamo perciò il dovere di essere accanto al presidente della Repubblica, custode e garante della Costituzione. Chiediamo agli italiani di unirsi intorno al Capo dello Stato e alla Costituzione in questo grave momento nella vita della Repubblica.
Per aderire: www.unita.it

giovedì 5 febbraio 2009

Democrazia putrefatta/2


Vogliono costringere Eluana a perpetuare il suo muto calvario. Il governo ce la sta mettendo tutta, funzionando da cinghia di trasmissione del volere vaticano. Ciò che si vede sui TG è vomitevole: una propaganda degna da Paesi totalitari.
Viviamo in uno Stato in cui il pensiero unico si sta infiltrando sempre di più nella mente della folla acritica e svuotata, come i prolet di orwelliana memoria. Il bispensiero di Gorge Orwell (nella realtà di oggi pensiero unico appunto) nell’Italia del terzo millennio si chiama berlusconismo. La televisione gioca oggi lo stesso ruolo descritto dal romanziere inglese. Certo, questa volta hanno stravinto e stanno modificando il tessuto vitale del nostro Paese con velocità e determinazione, malgrado le loro divisioni, facendoci scivolare, giorno dopo giorno, in una dittatura strisciante la cui forza maggiore consiste nel non essere vista come tale, molto spesso neppure dagli oppositori. E questo a causa del pensiero unico che è diventato cultura, sentire comune, realtà… si proprio come nello Stato di Oceania del suddetto romanzo. La realtà smette di avere un significato oggettivo e diventa uno strumento in mano al potere, un potere che non governa ma comanda e che è in grado di cancellare e riscrivere gli eventi in base alle proprie convenienze.
Coloro che riescono a pensare in maniera critica e indipendente, sono sempre di meno. Le menti vengono svuotate e riempite dal ciarpame messo in onda dalla televisione unica MEDIA-RAI-SET. Popolo di buoi narcotizzati, ecco quello che siamo diventati, contenti davanti alla nostra televisione e con il nostro numero vincente della lotteria in tasca. Contenti mentrre andiamo al macello.
Intanto la recessione aumenta in modo galoppante ed i posti di lavoro evaporano come il ghiaccio secco. Ma bisogna essere ottimisti e spendere, affinché l’economia continui a girare.
E c’è sempre meno indignazione e sempre più consenso e complicità verso un potere dalla faccia cattiva e dagli artigli non più nascosti. Tanto nessuno li nota più.

Io sto con la CGIL


Ancora una volta c’è bisogno di fare chiarezza di fronte alla forsennata campagna di denigrazione e di attacco alla CGIL da parte del Governo e della Confindustria. Siamo in presenza di un accordo separato sulle nuove regole della contrattazione che ha escluso la CGIL, il più grande sindacato del Paese. Non convince la tesi, amplificata dai media, che quanto è avvenuto sia responsabilità di un sindacato conservatore, ideologico. Questa è propaganda. A noi risulta che fin dal suo insediamento il governo, sostenuto da Confindustria, abbia deciso con lucidità di indebolire le condizioni di lavoro e di reddito dei lavoratori pubblici e privati e il sindacato più rappresentativo, la CGIL. L’accordo separato sulle regole contrattuali, conclude una lunga serie di accordi separati nel pubblico impiego, nella scuola, nell’università, nel commercio e segna una precisa volontà di rottura con la CGIL. Dispiace constatare che CISL e UIL abbiano abbandonato lè piattaforme unitarie su fisco, redditi, modello contrattuale, democrazia sindacale, accettando uno scambio per un sindacato che contratti meno, ma che abbia qualche ente bilaterale di più. E dispiace constatare che non ci sia la volontà comune di consultare i lavoratori, scelta determinante, democratica e indispensabile di fronte ad un accordo che riguarda le regole della dialettica sindacale. A nostro avviso si poteva e si doveva lavorare per una mediazione unitaria, come ci ha ricordato Carlo Azeglio Ciampi. La gravità della situazione economica e sociale che pesa soprattutto sui lavoratori, pensionati e precari non aveva bisogno di un accordo separato!!. A questo punto noi esprimiamo la nostra solidarietà alla CGIL e auspichiamo che la ricomposizione unitaria avvenga sulla base di una verifica democratica con i lavoratori e i pensionati. Un sindacato unitario, legittimato democraticamente dai lavoratori è nell’interesse di tutti i democratici del nostro Paese.