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giovedì 24 settembre 2009
sabato 19 settembre 2009
Bersani in testa con il 56%

Primi risultati nella sfida a tre per la segreteria nazionale del Pd: hanno votato 19.459 iscritti e Pier Luigi Bersani è saldamente in testa con 10.774 preferenze (55.7% dei voti). Da Avellino, dove si è recato per incontrare i rappresentanti dei circoli che sostengono la sua mozione, il responsabile Economia del partito ha commentato i dati che lo danno avanti di 20 punti percentuali rispetto al segretario uscente. "Non ho mai creduto alla distinzione tra circoli, iscritti, simpatizzanti - ha detto Bersani - se siamo tutti qui è perché partecipiamo". In una dichiarazione successiva, Bersani ha aggiunto che "si tratta davvero un buon risultato che ci dice che nei circoli la nostra proposta viene compresa; è un risultato che incoraggia a continuare quello che abbiamo fatto fin qui, cioé nessuna polemica ma una proposta chiara per come rafforzare il nostro partito e renderlo più utile al Paese". Dario Franceschini, segretario uscente, si è fermato a 6.883 voti (35.6%): tra i due favoriti nella corsa alla guida del Pd c'è una differenza di quasi venti punti percentuali. Molto staccato il terzo contendente, il sen. Ignazio Marino, che ha ottenuto 1.675 preferenze. Filippo Penati, coordinatore nazionale della mozione Bersani, ha espresso "piena soddisfazione per dati resi noti oggi dalla Commissione nazionale del Pd per le primarie del 25 ottobre, che segnano un vantaggio di 20 punti percentuali di Bersani su Franceschini. Anche se si tratta di un dato parziale - ha sottolineato Penati - le percentuali confermano le nostre sensazioni positive che abbiamo quando giriamo l’Italia, incontrando i militanti e gli elettori del Pd". Da Penati è arrivato anche il ringraziamento per "i 25.000 elettori che hanno partecipato a questi primi congressi che si sono tenuti sul territorio, una partecipazione preziosa per la vita del partito"."L'impegno di coloro che con la loro partecipazione ai congressi di circolo stanno dando una prova di grande democrazia - ha concluso l'esponente del Pd - meritano rispetto da parte di tutti noi e bisogna evitare di rimettere in scena la contrapposizione tra elettori ed iscritti".L'on. Maurizio Migliavacca, coordinatore della Commissione nazionale, ha messo in evidenza che si tratta di risultati riferiti al 13% circa dei circoli e che sono attribuibili a 50.485 iscritti, rispetto al totale nazionale di 824.125 iscritti al Pd. Per la suddivisione territoriale dei circoli da cui sono emersi i dati, il campione statistico non è rappresentativo della distribuzione degli iscritti su scala nazionale. La prossima comunicazione dei risultati dei congressi di circolo sarà data mercoledì 23 settembre.
venerdì 11 settembre 2009
Lettera agli iscritti del Partito Democratico
Cara iscritta, caro iscritto,in questi giorni il nostro congresso comincerà a vivere in tutti i circoli. È il primo congresso del Pd, un congresso davvero fondativo. Abbiamo tutti la responsabilità di costruire uno strumento utile all’Italia e agli interessi e ai valori che vogliamo rappresentare. Il compito dei candidati è quello di dire con chiarezza se ci sia qualcosa da correggere di ciò che abbiamo fatto fin qui e che cosa ci sia da correggere per guardare avanti e dare nuova forza al nostro grande progetto.Le candidature non sono contrapposizioni; sono diverse proposte che si sottopongono agli iscritti e ai cittadini elettori. Loro decideranno, e tutti ci rimetteremo alle loro decisioni.Per questo la discussione può essere serena, chiara e vera. Un partito, infatti, è una comunità di protagonisti. Alla fine del nostro percorso congressuale dovremo dire parole chiare e nuove all’Italia e avviare un ciclo politico che porti ad una alternativa di governo. Questo è il nostro compito, questa è la nostra responsabilità. Comunque la pensiate, voglio salutarvi tutti con grande amicizia e solidarietà e augurarvi (e augurarci) buon lavoro.Pier Luigi Bersani
venerdì 28 agosto 2009
Bersani alla festa del PD: Voglio un partito di sinistra
E' da decenni che Pier Luigi Bersani calca da oratore i palchi delle feste di partito. Ma e' la prima volta che si presenta da candidato alla leadership e questo spiega l'emozione, quasi evidente alla fine dell'intervista, con cui si presenta a Genova. Ma sulle parole-chiave della sua sfida l'ex ministro non tentenna, anzi sfida avversari e elettori: "Non faccio il segretario se non posso dire la parola sinistra", dice con orgoglio, rifiutando l'etichetta di "passatista" e di "socialdemocratico" e citando, anche lui, Obama come esempio di modernita' che si rifa' alle radici.
L'attenzione, soprattutto mediatica, e' per l'accoglienza riservata dal popolo del Pd al principale sfidante di Dario Franceschini. La sala del Porto Antico e' piena, "un centinaio in piu' - ammettera' poi l'organizzatore Lino Paganelli, piu' vicino alle posizioni del segretario - rispetto al giorno di Dario", e l'accoglienza di Genova 'la rossa' e' calorosa. Le distanze dal suo rivale non sono sull'idea paese, sulle inefficienze del governo rispetto alla crisi e sulle categorie da difendere (insegnanti, famiglie, redditi bassi) ma sul partito che sara' a seconda che vinca l'ex comunista o l'ex democristiano. "Io voglio bene a Franceschini ma dire che non sta a lui spiegare le differenze da me non mi e' piaciuto. Se in un anno abbiamo perso 4 milioni di voti, sara' un problema un po' di tutti", e' la premessa all'elenco di errori "da correggere". Sull'identita', perche' "riformismo non e' andare per funghi, un po' qua e un po' la"' ma vuol dire partito "popolare, non giacobino, non classista".
E qui Bersani scandisce il suo mantra: "Voglio un partito di una sinistra democratica e liberale e, siccome c'e' gente che si preoccupa, vorrei anche sdrammatizzare: ci sono state tante sinistre (cattolica, liberale, comunista) e non si offendeva nessuno perche' sinistra allude all'uguaglianza di tutti". In quei valori sono le radici del Pd e Obama, modello politico di tutti i big Pd, e' la prova vivente "della modernita" di alcuni ideali e non del "passatismo". Cosi' come il radicamento del partito "di cui tutti ora parlano", e' l'unico modo per costruire il partito: "E' chiaro che bisogna conoscere Internet ma la sostanza politica e' guardare la gente all'altezza degli occhi", scandisce, alla fine, davanti alla platea
L'attenzione, soprattutto mediatica, e' per l'accoglienza riservata dal popolo del Pd al principale sfidante di Dario Franceschini. La sala del Porto Antico e' piena, "un centinaio in piu' - ammettera' poi l'organizzatore Lino Paganelli, piu' vicino alle posizioni del segretario - rispetto al giorno di Dario", e l'accoglienza di Genova 'la rossa' e' calorosa. Le distanze dal suo rivale non sono sull'idea paese, sulle inefficienze del governo rispetto alla crisi e sulle categorie da difendere (insegnanti, famiglie, redditi bassi) ma sul partito che sara' a seconda che vinca l'ex comunista o l'ex democristiano. "Io voglio bene a Franceschini ma dire che non sta a lui spiegare le differenze da me non mi e' piaciuto. Se in un anno abbiamo perso 4 milioni di voti, sara' un problema un po' di tutti", e' la premessa all'elenco di errori "da correggere". Sull'identita', perche' "riformismo non e' andare per funghi, un po' qua e un po' la"' ma vuol dire partito "popolare, non giacobino, non classista".
E qui Bersani scandisce il suo mantra: "Voglio un partito di una sinistra democratica e liberale e, siccome c'e' gente che si preoccupa, vorrei anche sdrammatizzare: ci sono state tante sinistre (cattolica, liberale, comunista) e non si offendeva nessuno perche' sinistra allude all'uguaglianza di tutti". In quei valori sono le radici del Pd e Obama, modello politico di tutti i big Pd, e' la prova vivente "della modernita" di alcuni ideali e non del "passatismo". Cosi' come il radicamento del partito "di cui tutti ora parlano", e' l'unico modo per costruire il partito: "E' chiaro che bisogna conoscere Internet ma la sostanza politica e' guardare la gente all'altezza degli occhi", scandisce, alla fine, davanti alla platea
sabato 15 agosto 2009
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